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	<title>Didattica a distanza Archivi &ndash; MenteDidattica</title>
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	<description>Insegnare Didatticamente</description>
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	<title>Didattica a distanza Archivi &ndash; MenteDidattica</title>
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		<title>Manuale per verifiche autentiche in didattica a distanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Mattiello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 15:50:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica a distanza]]></category>
		<category><![CDATA[competenze]]></category>
		<category><![CDATA[copiare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;arrivo della pandemia ha costretto tutto il corpo docente a dover rivedere il proprio modo di fare scuola, scegliere nuove metodologie e strumenti ma soprattutto porsi la spinosa questione delle ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Manuale per verifiche autentiche in didattica a distanza" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/manuale-per-verifiche-autentiche-in-didattica-a-distanza/#more-752">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">Manuale per verifiche autentiche in didattica a distanza</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">L&#8217;arrivo della pandemia ha costretto tutto il corpo docente a dover rivedere il proprio modo di fare scuola, scegliere nuove metodologie e strumenti ma soprattutto porsi la spinosa<strong> questione delle verifiche.</strong></p>



<p>Alcuni miei colleghi l&#8217;anno scorso si sono rifiutati di fare verifiche a distanza ritenendole inutili a causa della probabilità quasi certa <strong>di una copiatura</strong> o di un risultato collettivo ripetuto individualmente.</p>



<p>Quest&#8217;anno invece la didattica a distanza è stata inserita dal MIUR come modalità ufficiale e con essa, la necessità di preparare delle verifiche che potessero fornire dei voti &#8220;vicini&#8221; a quelli ottenuti in presenza.</p>



<p>Oggi nel mio Istituto le lezioni si svolgono con le classi in presenza al 50% e questo porta molti miei colleghi a dover <strong>preparare due verifiche diverse</strong> per i due gruppi che si presentano in aula a settimane alterne.</p>



<p>Questa scelta ha generato un lavoro doppio per il docente e un prolungamento delle tempistiche per la realizzazione della verifica.</p>



<p><strong>COME AVREMMO POTUTO GESTIRE LA SITUAZIONE IN MODO DIVERSO?</strong></p>



<p>Personalmente ho deciso di utilizzare <em>Classroom </em>per le verifiche scritte in modo da preparare una sola prova e stabilire una sola data per la sua somministrazione. In pratica il gruppo in presenza svolge la verifica in laboratorio mentre l&#8217;altro comodamente da casa senza che io mi debba collegare e controllare lo sviluppo di quanto assegnato.</p>



<p>Molti si chiederanno se con questa modalità la copiatura da casa è assicurata e se tale verifica possa rappresentare una valutazione corretta e idonea all&#8217;esito finale.</p>



<p>La risposta non risiede in quello che lo studente può fare ma in quello che un docente consente di fare.</p>



<p>Ho deciso di sperimentare le competenze come sviluppo delle conoscenze di base in modo da creare delle verifiche individuali e autentiche. Questa scelta mi ha portato ad includere nella realizzazione della verifica la possibilità di consultare liberamente appunti, testi ed eventuali suggerimenti di terzi.</p>



<p>Lo studente è tenuto ad utilizzare quanto conosciuto in aula per <strong>realizzare un prodotto finito</strong> come risultato di una rielaborazione personale di un argomento visto semplicemente da una diversa angolatura.</p>



<p>I risultati sono stati sorprendenti e per la maggior parte dei casi non sufficiente.</p>



<p>Attraverso questa nuova strada mi sono reso conto di come il problema originario posto dai miei colleghi <strong>è stato brillantemente superato</strong> ma, è sorto un un nuovo problema: la capacità di rielaborare in modo critico un concetto e di renderlo personale.</p>



<p>Credo che questo periodo mi abbia offerto delle grandi opportunità di cambiare il modo di <a href="https://www.mentedidattica.it/verifiche-e-interrogazioni-programmate-la-morte-della-didattica/"><strong><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">pensare e creare le verifiche</span></strong></a> e mi abbia permesso di comprendere come le sole conoscenze portino gli studenti ad imparare tutto a memoria e non riescano da sole a generare un pensiero critico e aperto su quanto appreso.</p>



<p>Sono fiducioso che con pazienza e la tenacia riuscirò a cambiare <strong>il modo in cui lo studente vive l&#8217;apprendimento</strong>, nella piena consapevolezza che insieme ai ragazzi dovrò affrontare una fase ricca di errori, fallimenti, critiche, per ottenere infine i risultati sognati.</p>



<p>La strada è lunga ed io ho appena iniziato a percorrerla …</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/simone-mattiello.jpg" width="100"  height="100" alt="simone mattiello" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.mentedidattica.it/author/simone-mattiello/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Simone Mattiello</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><div class="_165b _3-9d">
<div class="_165c">
<div>Docente di Economia Aziendale presso IISS &#8220;M. Fanno&#8221; di Conegliano (Tv)</div>
</div>
</div>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_blank" href="https://www.facebook.com/simone.mattiello.75" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path class="st0" d="m499.4 250.9c0 9.9-0.6 19.7-1.7 29.2-0.1 0.6-0.1 1.1-0.2 1.7-0.8 6.3-1.8 12.4-3 18.5-0.2 1.1-0.5 2.2-0.7 3.3-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7-7.6 1.8-15.4 3.3-23.3 4.4-5.5 0.8-11.1 1.3-16.7 1.7-0.8 0.1-1.6 0.1-2.4 0.1-5 0.3-10.1 0.4-15.2 0.4-137.8 0-249.4-111.6-249.4-249.3s111.6-249.4 249.4-249.4 249.3 111.7 249.3 249.4z" fill="#3b5998" /><path class="st1" d="m493.8 303.6c-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7l-100.9-101 1.8-3.5 2.1-76.7-45.3-43.7 41.3-31 30-95.3 71.4-24.7 185.7 185.9z" /><path class="st2" d="M206.8,392.6V268.8h-41.5v-49.2h41.5v-38.8c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H282  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/manuale-per-verifiche-autentiche-in-didattica-a-distanza/">Manuale per verifiche autentiche in didattica a distanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
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		<title>Cosa resterà di tutta questa scuola a distanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bartolomeo Merola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 19:18:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica a distanza]]></category>
		<category><![CDATA[competenze]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[distanza]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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<p class="has-drop-cap">Nei primi mesi dell’anno 2020, per evitare che le persone si ammalassero di Covid-19, si decise che bisognava <strong>insegnare stando lontano</strong> gli uni dagli altri (<em>didattica a distanza</em>). Fu deciso troppo velocemente da non far nascere il dubbio che questo nuovo modo di insegnare fosse già astrattamente pensato e si aspettasse il momento opportuno per proporlo.</p>



<p>Non è facile immaginare che questo nuovo modo di fare scuola fosse considerato poco maturo negli operatori della scuola, spesso ritenuti conservatori, rigidi ed insensibili alle innovazioni. La necessità e la consapevolezza di innovare fecero entrare il nuovo nelle relazioni dell’apprendimento di una<strong> scuola sbandierata come obsoleta</strong>, quasi a voler sostenere il pregiudizio che propaganda la mediocrità degli operatori per giustificare il loro misero salario, non adeguato a quello dei colleghi europei.</p>



<p>Gli insegnanti, armati della pazienza insuperabile e dalle capacità possedute, hanno dato vita ad un insegnamento interattivo a distanza, dimostrando che esso non è per nulla limitativo se si riesce a stabilire un legame che va oltre le distanze. Esse possono essere un punto di forza e non di debolezza in quanto rappresentano il legame di una nuova e proficua relazione empatica di gruppo del quale ogni membro si sente di appartenere.</p>



<p>Non sempre capita di sentirsi parte attiva di questa relazione e per ciò ci si sente abbandonati e meschini degli eventi tristi, perché sono tristi al punto da sconvolgere la vita di ognuno e ciascuno rischia di costruirsi un mondo parallelo e virtuale nel quale può perdersi e incontrare qualcosa che finisce per segnarlo per la vita.</p>



<p>La scuola è vita, è una comunità, è il confronto, è scontro tra generazioni, è il futuro, il presente ed il passato. La scuola non è un edificio, non è un’aula, non è un laboratorio, non sono e non possono essere i banchi con o senza rotelle. E’ un insieme di cose, è la storia e la speranza dell’umanità: è l’umanità che si ritrova e fa la sintesi secondo il modello hegeliano.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large is-style-default"><img decoding="async" width="1024" height="645" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/scuola-a-distanza-covid-1024x645.jpg" alt="scuola a distanza covid" class="wp-image-504" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/scuola-a-distanza-covid-1024x645.jpg 1024w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/scuola-a-distanza-covid-300x189.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/scuola-a-distanza-covid-150x94.jpg 150w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/scuola-a-distanza-covid-768x484.jpg 768w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/scuola-a-distanza-covid.jpg 1270w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>È una sintesi continua, è un aggiornamento del divenire. È il sapere. Sono le conoscenze. Sono le abilità. Tutte insieme consentono di poter scegliere ed applicare modelli cognitivi in ogni ambito applicativo: <strong>competenze</strong>. Chi possiede tali strumenti può sollecitare un gruppo precostituito per raggiungere obiettivi anche a distanza.</p>



<p>Non è una nuova didattica <strong>è la didattica di sempre</strong>. Non cambia il concetto di gruppo, cambia l’aspetto. Gli uomini, però, soprattutto nel processo di crescita, <strong>hanno bisogno di incontrarsi</strong>, di scambiarsi l’affetto anche con il tatto. La distanza non lo consente e l’esperimento a distanza diventa monco, benché produttivo di sani obiettivi raggiunti.</p>



<p>C’è bisogno di ritornare in presenza, perché è nell’intima natura umana incontrarsi e stringersi la mano, accarezzarsi, baciarsi. La parentesi potrebbe ritenersi chiusa una volta che siano terminate le ragioni che l’hanno aperta, se non fosse che tutto cambia e il nuovo piace sempre a qualcuno, anche se è già diventato obsoleto se non inutile.</p>



<p>Questa riflessione lascia immaginare una mediazione ed una sofferenza tra chi vuole incontrarsi a distanza e tra chi avverte forte la necessità di potersi toccare. Nessuno potrà negare l’efficacia della didattica a distanza per l’insegnamento rivolto a persone residenti in Paesi lontani che parlano lingue diverse e hanno l’opportunità di crescere assieme, anche attraverso mediazioni culturali e confronti tra culture diverse.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large is-style-default"><img decoding="async" loading="lazy" width="1024" height="533" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-1-1024x533.jpg" alt="Recuperare il tempo perso" class="wp-image-472" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-1-1024x533.jpg 1024w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-1-300x156.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-1-150x78.jpg 150w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-1-768x400.jpg 768w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Non si può negare la sua utilità a studenti lavoratori che altrimenti avrebbero difficoltà a raggiungere la sede della scuola e sarebbero condannati a restare nell’angolo dello svantaggio nel quale sono “sistemati”. Non si può negare l’utilità di essa negli aggiornamenti professionali. Insomma, si è aperta una porta di una casa ove ci sono tante porte e ognuna conduce in una stanza ed in ciascuna di esse c’è un mondo dove si possono incontrare le persone accomunate dalla stessa finalità che possono entrare in empatia ed apprendere per apprendere.</p>



<p><a href="https://www.mentedidattica.it/un-insegnante-senza-empatia-e-capacita-comunicativa-non-deve-insegnare/"><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Con l’empatia</span></a> pure a distanza si può fare didattica, si può fare scuola, si può crescere, si può apprendere.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/Bartolomeo-Merola.jpg" width="100"  height="100" alt="Bartolomeo Merola" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.mentedidattica.it/author/bartolomeo-merola/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Bartolomeo Merola</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Insegnante di economia aziendale e tecniche delle imprese turistiche</p>
<div class="clearfix _o46 _3erg _29_7 direction_ltr text_align_ltr">
<div id="js_q6" class="_3058 _ui9 _hh7 _6ybn _s1- _52mr _3oh-" data-tooltip-content="10 Febbraio 2021 20:58" data-hover="tooltip" data-tooltip-position="left"></div>
</div>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_blank" href="https://www.facebook.com/merola.bartolomeo" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path class="st0" d="m499.4 250.9c0 9.9-0.6 19.7-1.7 29.2-0.1 0.6-0.1 1.1-0.2 1.7-0.8 6.3-1.8 12.4-3 18.5-0.2 1.1-0.5 2.2-0.7 3.3-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7-7.6 1.8-15.4 3.3-23.3 4.4-5.5 0.8-11.1 1.3-16.7 1.7-0.8 0.1-1.6 0.1-2.4 0.1-5 0.3-10.1 0.4-15.2 0.4-137.8 0-249.4-111.6-249.4-249.3s111.6-249.4 249.4-249.4 249.3 111.7 249.3 249.4z" fill="#3b5998" /><path class="st1" d="m493.8 303.6c-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7l-100.9-101 1.8-3.5 2.1-76.7-45.3-43.7 41.3-31 30-95.3 71.4-24.7 185.7 185.9z" /><path class="st2" d="M206.8,392.6V268.8h-41.5v-49.2h41.5v-38.8c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H282  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/cosa-restera-di-tutta-questa-scuola-a-distanza/">Cosa resterà di tutta questa scuola a distanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
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		<title>Ma non parliamo di tempo perso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Contu]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 15:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica a distanza]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[lezioni]]></category>
		<category><![CDATA[recupero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Credo che il dibattito sulle modalità più opportune per restituire agli studenti parte di ciò che non è stato possibile garantire loro negli ultimi dodici mesi sia importante e doveroso. ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Ma non parliamo di tempo perso" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/ma-non-parliamo-di-tempo-perso/#more-314">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">Ma non parliamo di tempo perso</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Credo che il dibattito sulle modalità più opportune per restituire agli studenti parte di ciò che <strong>non è stato possibile garantire loro</strong> negli ultimi dodici mesi sia importante e doveroso.</p>



<p>E penso che vada condotto a 360 gradi, ragionando su quanto non si è potuto fare <strong>sul piano degli apprendimenti</strong>, ma senza tralasciare altre dimensioni di pari rilevanza (la socialità, lo sport, l&#8217;accesso ai luoghi della cultura e dello spettacolo, la possibilità di viaggiare…).</p>



<p>Se però si vuole che questo dibattito percorra i giusti binari e non generi contrapposizioni paralizzanti, occorre prima di tutto curare il linguaggio. Parlare di &#8220;<em>tempo perso</em>&#8220;, come spesso si legge o si sente dire, <strong>è ingeneroso e sbagliato</strong>: in questi dodici mesi, nelle scuole non si è perso tempo.</p>



<p>Al contrario, si è <strong>lavorato davvero senza sosta </strong>per guadagnare tempo, per garantire tempo, per difendere il tempo da dedicare all&#8217;apprendimento e alla crescita di tutti e di ciascuno.</p>



<p>Parlare di &#8220;<em>tempo perso</em>&#8221; implica che qualcuno quel tempo l&#8217;abbia perso <strong>per incompetenza o peggio negligenza</strong>: che sono fenomeni presenti nelle nostre scuole (come in ogni altro contesto), ma che certamente in tempo di pandemia sono stati semmai contrastati con più vigore e senso di responsabilità di quanto non avvenga di norma.</p>



<p>A scuola non c&#8217;è stato &#8220;tempo perso&#8221;. Partiamo da qui e poi discutiamo di tutto il resto.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" loading="lazy" width="656" height="492" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-dad.jpg" alt="tempo perso dad" class="wp-image-316" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-dad.jpg 656w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-dad-300x225.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-dad-150x113.jpg 150w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></figure></div>



<p>Discutiamo di come e quanto i nostri studenti abbiano viste <strong>ridotte le loro possibilità di apprendere</strong> a causa dei limiti enormi imposti dalla pandemia e aggravati talvolta dalla scarsa capacità di affrontare per tempo alcune questioni di fondo (trasporti e tracciamento prima di tutto), e dai <strong>deficit antichi del nostro sistema di istruzione</strong> (edilizia scolastica antiquata, sistema di selezione e assunzione dei docenti disfunzionale, autonomia incompiuta delle istituzioni scolastiche).</p>



<p>Discutiamo di come creare le <strong>condizioni per recuperare gli apprendimenti </strong>e, soprattutto, per riproporre le esperienze che non si sono potute realizzare e che invece potrebbero dare un contributo importante alla formazione e alla crescita degli studenti.</p>



<p>Discutiamo anche di calendario scolastico, forse però più con l&#8217;occhio al domani e<strong> a una riprogettazione </strong>in prospettiva, piuttosto che con la propensione a far calare dall&#8217;alto un allungamento dell&#8217;ultimo minuto: che non sarebbe condiviso da troppi (studenti, docenti, dirigenti) e renderebbe molto poco in termini di recupero effettivo degli apprendimenti.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/Emanuele-Contu.jpg" width="100"  height="100" alt="Emanuele Contu" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.mentedidattica.it/author/emanuele-contu/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Emanuele Contu</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Dirigente scolastico presso IS Puecher Olivetti RHO</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_blank" href="https://www.facebook.com/emanuele.contu" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path class="st0" d="m499.4 250.9c0 9.9-0.6 19.7-1.7 29.2-0.1 0.6-0.1 1.1-0.2 1.7-0.8 6.3-1.8 12.4-3 18.5-0.2 1.1-0.5 2.2-0.7 3.3-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7-7.6 1.8-15.4 3.3-23.3 4.4-5.5 0.8-11.1 1.3-16.7 1.7-0.8 0.1-1.6 0.1-2.4 0.1-5 0.3-10.1 0.4-15.2 0.4-137.8 0-249.4-111.6-249.4-249.3s111.6-249.4 249.4-249.4 249.3 111.7 249.3 249.4z" fill="#3b5998" /><path class="st1" d="m493.8 303.6c-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7l-100.9-101 1.8-3.5 2.1-76.7-45.3-43.7 41.3-31 30-95.3 71.4-24.7 185.7 185.9z" /><path class="st2" d="M206.8,392.6V268.8h-41.5v-49.2h41.5v-38.8c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H282  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/ma-non-parliamo-di-tempo-perso/">Ma non parliamo di tempo perso</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
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		<title>La Ddi è un semplice palliativo alla pandemia o una possibile rivoluzione copernicana?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Mattiello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jan 2021 10:19:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica a distanza]]></category>
		<category><![CDATA[Ddi]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[lezione frontale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ad oggi sembra che una parte del mondo scolastico abbia dichiarato lo stato di emergenza, la crisi del sistema e l’inevitabile fallimento di questa metodologia didattica. Qual è il motivo ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="La Ddi è un semplice palliativo alla pandemia o una possibile rivoluzione copernicana?" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/la-ddi-e-un-semplice-palliativo-alla-pandemia-o-una-possibile-rivoluzione-copernicana/#more-203">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">La Ddi è un semplice palliativo alla pandemia o una possibile rivoluzione copernicana?</span></a></p>
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<p class="has-drop-cap">Ad oggi sembra che una parte del mondo scolastico abbia dichiarato lo stato di emergenza, la crisi del sistema e l’inevitabile fallimento di questa metodologia didattica.</p>



<p>Qual è il motivo di questa improvvisa sommossa popolare? Credo che una didattica tradizionale, statica e frontale sia un modello secolare che abbia intaccato il DNA stesso del docente, un modello confortevole e di facile gestione.</p>



<p>La <a href="https://www.mentedidattica.it/la-scuola-a-distanza-e-una-scuola-differente-e-unemergenza-non-una-scelta/">didattica a distanza</a> <strong>ha messo in crisi </strong>il modello tradizionale: nuovo materiale da personalizzare, ricerca di nuove strategie, ridisegnare la durata della lezione, verifiche maggiormente ragionate e nuove griglie di valutazione.</p>



<p>Un <strong>cambiamento radicale</strong> che richiede un investimento di tempo e un dispendio di energie enorme.</p>



<p>Una vera e propria sfida per portarci verso un futuro diverso, incerto ma per diversi aspetti affascinante. Una strada che non concede un ritorno al passato.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/simone-mattiello.jpg" width="100"  height="100" alt="simone mattiello" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.mentedidattica.it/author/simone-mattiello/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Simone Mattiello</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><div class="_165b _3-9d">
<div class="_165c">
<div>Docente di Economia Aziendale presso IISS &#8220;M. Fanno&#8221; di Conegliano (Tv)</div>
</div>
</div>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_blank" href="https://www.facebook.com/simone.mattiello.75" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path class="st0" d="m499.4 250.9c0 9.9-0.6 19.7-1.7 29.2-0.1 0.6-0.1 1.1-0.2 1.7-0.8 6.3-1.8 12.4-3 18.5-0.2 1.1-0.5 2.2-0.7 3.3-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7-7.6 1.8-15.4 3.3-23.3 4.4-5.5 0.8-11.1 1.3-16.7 1.7-0.8 0.1-1.6 0.1-2.4 0.1-5 0.3-10.1 0.4-15.2 0.4-137.8 0-249.4-111.6-249.4-249.3s111.6-249.4 249.4-249.4 249.3 111.7 249.3 249.4z" fill="#3b5998" /><path class="st1" d="m493.8 303.6c-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7l-100.9-101 1.8-3.5 2.1-76.7-45.3-43.7 41.3-31 30-95.3 71.4-24.7 185.7 185.9z" /><path class="st2" d="M206.8,392.6V268.8h-41.5v-49.2h41.5v-38.8c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H282  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/la-ddi-e-un-semplice-palliativo-alla-pandemia-o-una-possibile-rivoluzione-copernicana/">La Ddi è un semplice palliativo alla pandemia o una possibile rivoluzione copernicana?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
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		<title>La scuola a distanza è una scuola differente, è un&#8217;emergenza, non una scelta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Teodora Cordone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2021 15:27:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica a distanza]]></category>
		<category><![CDATA[collaborare]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I miei alunni hanno lavorato bene in DaD lo scorso anno; essendo scuola media, quest’anno abbiamo lavorato in presenza fino a dicembre; adesso siamo nuovamente in DaD, da due giorni: ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I miei alunni hanno lavorato bene in DaD lo scorso anno; essendo scuola media, quest’anno abbiamo lavorato in presenza fino a dicembre; adesso <strong>siamo nuovamente in DaD</strong>, da due giorni: l’esperienza sembra positiva, ma è ancora presto per tirare le somme.</p>



<p>Ragazzi che non ne avrebbero avuto la possibilità hanno imparato a usare internet per fare ricerche, produrre e condividere documenti, collaborare a distanza. Hanno avuto in comodato d&#8217;uso i dispositivi, gratuite le principali piattaforme didattiche (dal mese di aprile). Hanno lavorato in modo nuovo, hanno imparato tanto, soprattutto che <strong>le difficoltà si affrontano con la cultura</strong>, con l&#8217;ausilio delle arti e della letteratura, che aiutano a interpretare il presente quando è troppo oscuro; delle scienze, che spiegano ciò che succede e cercano soluzioni; delle tecnologie, che permettono di affrontare difficoltà.</p>



<p>La scuola a distanza è una scuola differente, è un&#8217;emergenza, non una scelta. Però non è così differente come si crede, in questo momento.</p>



<p>Anche in presenza è poco diverso, non si può stare accanto, niente gruppi, insegnante confinato in un piccolo spazio delimitato sul pavimento, mascherine, ingresso e uscita differenziati, veloci, senza poter scambiare una parola, un sorriso, ricreazione in classe, le classi a turno per non incontrarsi nei bagni dove si va un ragazzo per volta, una classe alla volta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" loading="lazy" width="876" height="630" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-classe.jpg" alt="" class="wp-image-196" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-classe.jpg 876w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-classe-300x216.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-classe-150x108.jpg 150w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-classe-768x552.jpg 768w" sizes="(max-width: 876px) 100vw, 876px" /></figure>



<p>Il problema è <strong>come si affronta la DaD</strong>. Se è riempire di compiti, non ha senso. Mi chiedo, però, chi la intende così cosa faccia in presenza. A marzo eravamo tutti “<em>presi dalla botta</em>”, ora siamo preparati.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Forse è questo insegnare: fare in modo che a ogni lezione scocchi l’ora del risveglio</p><cite>Daniel Pennac</cite></blockquote></figure>



<p>Su internet possiamo parlare ed essere sentiti da tutti, possiamo sorridere. Noi, quest’anno, anche in presenza abbiamo lavorato molto come se fossimo a distanza, perché nulla si poteva fare di ciò a cui eravamo abituati.</p>



<p>Abbiamo fatto un <strong>bellissimo video su Orlando furioso</strong>, con lettura del testo poetico e illustrazioni dei ragazzi, tutto da casa, ciascuno aveva un ottava da leggere e illustrare. Uno di loro ha montato. Stiamo preparando un giornale online, studiamo la geografia dai siti locali, leggiamo qualsiasi testo ci venga in mente.</p>



<p>Per le scuole superiori, poi, alla freddezza della totale assenza di qualsivoglia contatto umano si somma il delicato <strong>problema dei mezzi di trasporto </strong>che molti sono obbligati a prendere quotidianamente nelle ore di punta; quello che si acquista con questa didattica distanziata in presenza è troppo poco rispetto al rischio.</p>



<p>È molto triste che la scuola sia diventata<strong> terreno di scontro politico</strong>. Non dubito che ci sia chi realmente creda che sia meglio una scuola in presenza, nonostante tutto, ma per lo più si tratta solo di uno scontro politico. Se così non fosse sarebbe diverso il ruolo sociale dei docenti, sarebbero più frequentati teatri, musei e librerie; sarebbe più basso l&#8217;audience di certi programmi tv, perché non ci sarebbe interesse; sarebbe maggiore la fiducia negli specialisti, che si sono formati nel proprio campo con anni di studi e di esperienza; sarebbe di meno la gente che va in giro in modo irresponsabile.</p>



<p>Sì, perché la scuola insegna in primo luogo che <strong>le regole non sono paletti alla nostra libertà</strong>, ma indicazioni per la nostra e l&#8217;altrui salvaguardia, però quello che insegna la scuola non ci interessa. La scuola insegna anche il dissenso, ma per motivi grandi, importanti, per i valori che garantiscono l&#8217;umanità.</p>



<p>Invece si continua ad assembrarsi in bar, negozi, locali e si chiama questa libertà o ribellione: chi della scuola ha fatto tesoro si comporta diversamente. Invece tutti paghiamo il prezzo elevatissimo dell&#8217;irresponsabilità di molti, anche chi da marzo tiene un comportamento adeguato all&#8217;attuale emergenza.</p>



<p>Alcuni studenti reclamano la <strong>scuola in presenza</strong>, ma non possono avere ciò che desiderano: le relazioni di cui è fatta la scuola. Le lezioni, con buona volontà, possono averle anche a distanza. Fra quelli che protestano per la chiusura, quanti sono i pendolari? Quanti quelli che hanno visto compagni e docenti assenti per Covid (talvolta per non tornare mai più)</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" loading="lazy" width="1024" height="625" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-proteste-1024x625.jpg" alt="scuola a distanza protesta" class="wp-image-197" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-proteste-1024x625.jpg 1024w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-proteste-300x183.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-proteste-150x92.jpg 150w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-proteste-768x469.jpg 768w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-proteste.jpg 1180w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Le proteste degli studenti a Roma davanti al Miur</figcaption></figure></div>



<p>Nessuno ama questo disastro, ma dobbiamo comprendere che è un disastro mondiale, è un&#8217;emergenza. La cosa da fare sarebbe <strong>vaccinare studenti e professori</strong> al più presto e tornare a una didattica davvero in presenza, che permetta ciò che davvero ci manca: le relazioni e il contatto umano. Quello sì, difficile a distanza</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/teodora-cordone.jpg" width="100"  height="100" alt="teodora cordone" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.mentedidattica.it/author/teodora-cordone/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Teodora Cordone</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Docente di Lettere presso I.C. &#8216;Rita Borsellino&#8217; di Palermo. Referente per &#8220;attuazione PTOF, cittadinanza e promozione culturale dell’Istituto&#8221;</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_blank" href="https://www.facebook.com/dora.cordone.5" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path class="st0" d="m499.4 250.9c0 9.9-0.6 19.7-1.7 29.2-0.1 0.6-0.1 1.1-0.2 1.7-0.8 6.3-1.8 12.4-3 18.5-0.2 1.1-0.5 2.2-0.7 3.3-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7-7.6 1.8-15.4 3.3-23.3 4.4-5.5 0.8-11.1 1.3-16.7 1.7-0.8 0.1-1.6 0.1-2.4 0.1-5 0.3-10.1 0.4-15.2 0.4-137.8 0-249.4-111.6-249.4-249.3s111.6-249.4 249.4-249.4 249.3 111.7 249.3 249.4z" fill="#3b5998" /><path class="st1" d="m493.8 303.6c-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7l-100.9-101 1.8-3.5 2.1-76.7-45.3-43.7 41.3-31 30-95.3 71.4-24.7 185.7 185.9z" /><path class="st2" d="M206.8,392.6V268.8h-41.5v-49.2h41.5v-38.8c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H282  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/la-scuola-a-distanza-e-una-scuola-differente-e-unemergenza-non-una-scelta/">La scuola a distanza è una scuola differente, è un&#8217;emergenza, non una scelta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
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