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	<title>interrogazione Archivi &ndash; MenteDidattica</title>
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	<description>Insegnare Didatticamente</description>
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	<title>interrogazione Archivi &ndash; MenteDidattica</title>
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		<title>Il problema non è la benda negli occhi, ma le interrogazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Sposato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 21:08:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Valutazione]]></category>
		<category><![CDATA[benda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono una docente e leggere alcuni articoli ,alle volte, mi fanno riflettere. Mi chiedo spesso se ho sbagliato con loro, i miei ragazzi, o se opero bene. Già mi metto ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Il problema non è la benda negli occhi, ma le interrogazioni" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/il-problema-non-e-la-benda-negli-occhi-ma-le-interrogazioni/#more-839">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">Il problema non è la benda negli occhi, ma le interrogazioni</span></a></p>
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<p class="has-drop-cap">Sono una docente e leggere alcuni articoli ,alle volte, mi fanno riflettere. Mi chiedo spesso se ho sbagliato con loro, i miei ragazzi, o se opero bene. Già mi metto in discussione spesso.</p>



<p>Ci sono alcune <strong>forme antiche nella scuola</strong> che andrebbero rivisitate. Ancora qualcuno non ha capito che siamo di fronte ad una evoluzione adolescenziale, un forte cambiamento a livello sociale e psicologico. È cambiato il ruolo sociale, molto risentito all&#8217;interno della famiglia, questo manda un po&#8217; tutta la<strong> società in crisi.</strong></p>



<p>Vengono meno gli affetti e si annidano sempre più silenzi, solitudine incolmabile, dove attorno ad essa si sviluppano <strong>personalità vulnerabili</strong>, molto vulnerabili. Fiumi in piena, li osservo in classe, li osservo in metro, sguardi vispi di alcuni che fanno presagire una buona riuscita sociale, altri sguardi sospesi tra una fermata e un&#8217;altra di metro, in balia di chissà cosa, forse tutto, forse niente.</p>



<p>Fiducia negata e mentre a loro neghiamo la fiducia, l&#8217;autostima crolla, al punto che se li chiami non si girano neanche… tanto cosa avrà da dirmi, che ho sbagliato l&#8217;ultimo compito o che non è andata bene<a href="https://www.mentedidattica.it/verifiche-e-interrogazioni-programmate-la-morte-della-didattica/"><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color"> l&#8217;interrogazione</span></a>.</p>



<p>Ecco <strong>l&#8217;interrogazione</strong>, questo modus operandi che vede l&#8217;eccezione e vede anche colui/ei che non riesce a dire, forse perché timido/a, una parola. Ma la burocrazia dice questo, il ragazzo deve essere valutato. Ok, perfetto.</p>



<p>Sono il docente? Decido io la modalità in base al processo cognitivo dell&#8217;alunno.</p>



<p>Forse dovremmo imparare noi docenti che se durante la lezione imparassimo a coinvolgere i ragazzi aprendo <strong>dibattiti, confronti, criticità</strong>, riusciremmo meglio a capire i nostri alunni, il senso di criticità, sentire muovere un loro pensiero anche criticando il filosofo o poeta che al momento si sta studiando, è importantissimo, perché significa che in quel momento abbiamo dato modo al ragazzo di elaborare e <strong>assimilare l&#8217;argomento</strong> e non di imparare.</p>



<p>Assimilare, affinché tutto ciò che la loro psiche assimila, aiuterà loro a fare esperienza. È vero, ognuno ha il suo metodo, criticabile o meno, ma i ragazzi <strong>non devono essere mortificati</strong>, piuttosto diamo loro lo stimolo necessario per rimanere, rimanere con noi mentalmente durante la lezione.</p>



<p>Il mio metodo? Parto da una base di voto all&#8217; inizio dell&#8217;anno, uguale per tutti, poi sta a loro salire o scendere, io nel frattempo <strong>ho dato fiducia</strong>.</p>



<p>Faccio bene? Non lo so. So solo che non ho perso mai nessuno.</p>



<p>Sarebbe bello se al posto delle interrogazioni ci fosse un grande dibattito, una costruzione dell&#8217;essere che solo la scuola è in grado di dare.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Laura Sposato' src='https://secure.gravatar.com/avatar/8d0ae6c70d434ab5a2ba0544e60505d5?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/8d0ae6c70d434ab5a2ba0544e60505d5?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image" loading='lazy' decoding='async'/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.mentedidattica.it/author/laura-sposato/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Laura Sposato</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Sociologa</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/il-problema-non-e-la-benda-negli-occhi-ma-le-interrogazioni/">Il problema non è la benda negli occhi, ma le interrogazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
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		<title>Verifiche e interrogazioni programmate, la morte della didattica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Mattiello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2021 13:22:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Valutazione]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[interrogazione]]></category>
		<category><![CDATA[verifica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da quando i docenti hanno programmato verifiche e interrogazioni con i propri allievi lo studio è diventato per molti di loro selettivo e sporadico: per ogni materia si studia “seriamente” ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Verifiche e interrogazioni programmate, la morte della didattica" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/verifiche-e-interrogazioni-programmate-la-morte-della-didattica/#more-286">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">Verifiche e interrogazioni programmate, la morte della didattica</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Da quando i docenti hanno <strong>programmato verifiche e interrogazioni </strong>con i propri allievi lo studio è diventato per molti di loro selettivo e sporadico: per ogni materia si studia “seriamente” un paio di volte a quadrimestre.</p>



<p>Siamo noi docenti ad aver dato vita a cattive abitudini o prassi contrarie alla didattica stessa e al concetto di studiare.</p>



<p>Si parla spesso di <strong>metodo di studio</strong>, del fatto che gli studenti non abbiano costanza e continuità quindi, cosa possiamo fare per stimolare e motivare i nostri studenti?</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>DIVIDERE LA LEZIONE IN 3 FASI</strong></p>



<p>Credo che il primo passo sia quello legato alla gestione del tempo di una singola lezione. Suddividere la <strong>lezione in 3 fasi</strong>: ripasso iniziale, lezione e conclusioni e domande, potrebbe essere una corretta organizzazione e gestione del tempo.</p>



<p>Dare spazio ad un ripasso iniziale, nel quale ogni studente diventi lui stesso docente dei propri compagni, permette al docente di tenere alta la tensione della classe, magari con una valutazione leggera (un + o un &#8211; sul registro) oppure, in caso di più domande, un voto orale vero e proprio.</p>



<p>Questa buona prassi porterebbe di conseguenza ogni studente a dover ripassare quanto fatto in precedenza, aiutare l’intera classe nel mettere in luce i principali argomenti svolti, stimolare il colloquio orale ed infine dare valore ad ogni lezione svolta.</p>



<p>La programmazione concordata degli impegni porta lo studente ad essere “esentato” dallo studio per tutta la durata delle spiegazioni (a volte questo periodo dura anche un mese) rendendo quasi impossibile l’applicazione della metodologia legata alla lezione partecipata. Un docente non potrebbe colloquiare con uno studente se questo non ha ripassato gli argomenti svolti, portando il prof a solitari monologhi e costanti rimproveri verso chi non si è impegnato a partecipare in modo attivo al dialogo.</p>



<p>Spesso la strategia degli studenti è la classica “full immersion”. <strong>Riposo assoluto </strong>per tutto il periodo delle spiegazioni e poi, ad una manciata di giorni dalla verifica, <strong>ore ed ore </strong>su libri, appunti e creazione dei famosi bigliettini.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>LA METAFORA DELLA  MARATONA SUI LIBRI</strong></p>



<p>Una bella metafora che uso in classe è<strong> quella della maratona</strong>. Molti studenti sono quegli atleti amatoriali che, dopo aver mangiato cibo spazzatura e coca cola sul divano, si alzano appesantiti dal divano un paio di settimane prima della gara e iniziano a correre 42 km tutti d’un fiato.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="840" height="560" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/maratona-studenti.jpg" alt="interrogazioni programmate maratona" class="wp-image-288" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/maratona-studenti.jpg 840w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/maratona-studenti-300x200.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/maratona-studenti-150x100.jpg 150w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/maratona-studenti-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></figure></div>



<p>Qual è la probabilità di finire la gara? Quella di arrivare con un buon tempo? Quella di vincere? Direi vicino allo zero, con la seria probabilità di fare una brutta figura, infortunarsi oppure non partecipare alla gara o ritirarsi durante la stessa.</p>



<p>Se ci pensate molti studenti saltano le verifiche, consegnano in bianco oppure completano parzialmente la verifica buttando le risposte in modo meramente casuale.</p>



<p>Dobbiamo aiutare lo studente ad allenarsi, a sviluppare le proprie abilità in modo graduale attraverso un percorso chiaro e onesto con lui. Un<strong> patto didattico </strong>nel quale ad ogni lezione le due parti devono collaborare per raggiungere un obiettivo comune: arrivare alla verifica preparati con più valutazioni che non siano sempre e solo quella conclusiva. Valutare diversi step che insieme a quella finale possano esprimere un giudizio globale e realistico del percorso svolto.</p>



<p>Spesso il giudizio su quel studente si racchiude<strong> nel voto della verifica </strong>mentre nulla si esprime sul percorso fatto. A volte accade che uno studente, bravo a copiare, ottenga un voto positivo pur non facendo nulla in tutto il periodo pre compito, portando l’ira e perplessità da parte del docente.</p>



<p>Dare<strong> valore e risultati al lavoro quotidiano </strong>svolto in aula stimola la necessità da parte degli studenti di trovare il loro metodo di studio, sperimentare strategie diverse e aumentare la <strong>probabilità di successo scolastico.</strong></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/simone-mattiello.jpg" width="100"  height="100" alt="simone mattiello" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.mentedidattica.it/author/simone-mattiello/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Simone Mattiello</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><div class="_165b _3-9d">
<div class="_165c">
<div>Docente di Economia Aziendale presso IISS &#8220;M. Fanno&#8221; di Conegliano (Tv)</div>
</div>
</div>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_blank" href="https://www.facebook.com/simone.mattiello.75" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path class="st0" d="m499.4 250.9c0 9.9-0.6 19.7-1.7 29.2-0.1 0.6-0.1 1.1-0.2 1.7-0.8 6.3-1.8 12.4-3 18.5-0.2 1.1-0.5 2.2-0.7 3.3-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7-7.6 1.8-15.4 3.3-23.3 4.4-5.5 0.8-11.1 1.3-16.7 1.7-0.8 0.1-1.6 0.1-2.4 0.1-5 0.3-10.1 0.4-15.2 0.4-137.8 0-249.4-111.6-249.4-249.3s111.6-249.4 249.4-249.4 249.3 111.7 249.3 249.4z" fill="#3b5998" /><path class="st1" d="m493.8 303.6c-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7l-100.9-101 1.8-3.5 2.1-76.7-45.3-43.7 41.3-31 30-95.3 71.4-24.7 185.7 185.9z" /><path class="st2" d="M206.8,392.6V268.8h-41.5v-49.2h41.5v-38.8c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H282  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/verifiche-e-interrogazioni-programmate-la-morte-della-didattica/">Verifiche e interrogazioni programmate, la morte della didattica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
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