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	<title>scuola Archivi &ndash; MenteDidattica</title>
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	<description>Insegnare Didatticamente</description>
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	<title>scuola Archivi &ndash; MenteDidattica</title>
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		<title>Cosa resterà di tutta questa scuola a distanza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bartolomeo Merola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2021 19:18:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica a distanza]]></category>
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<p class="has-drop-cap">Nei primi mesi dell’anno 2020, per evitare che le persone si ammalassero di Covid-19, si decise che bisognava <strong>insegnare stando lontano</strong> gli uni dagli altri (<em>didattica a distanza</em>). Fu deciso troppo velocemente da non far nascere il dubbio che questo nuovo modo di insegnare fosse già astrattamente pensato e si aspettasse il momento opportuno per proporlo.</p>



<p>Non è facile immaginare che questo nuovo modo di fare scuola fosse considerato poco maturo negli operatori della scuola, spesso ritenuti conservatori, rigidi ed insensibili alle innovazioni. La necessità e la consapevolezza di innovare fecero entrare il nuovo nelle relazioni dell’apprendimento di una<strong> scuola sbandierata come obsoleta</strong>, quasi a voler sostenere il pregiudizio che propaganda la mediocrità degli operatori per giustificare il loro misero salario, non adeguato a quello dei colleghi europei.</p>



<p>Gli insegnanti, armati della pazienza insuperabile e dalle capacità possedute, hanno dato vita ad un insegnamento interattivo a distanza, dimostrando che esso non è per nulla limitativo se si riesce a stabilire un legame che va oltre le distanze. Esse possono essere un punto di forza e non di debolezza in quanto rappresentano il legame di una nuova e proficua relazione empatica di gruppo del quale ogni membro si sente di appartenere.</p>



<p>Non sempre capita di sentirsi parte attiva di questa relazione e per ciò ci si sente abbandonati e meschini degli eventi tristi, perché sono tristi al punto da sconvolgere la vita di ognuno e ciascuno rischia di costruirsi un mondo parallelo e virtuale nel quale può perdersi e incontrare qualcosa che finisce per segnarlo per la vita.</p>



<p>La scuola è vita, è una comunità, è il confronto, è scontro tra generazioni, è il futuro, il presente ed il passato. La scuola non è un edificio, non è un’aula, non è un laboratorio, non sono e non possono essere i banchi con o senza rotelle. E’ un insieme di cose, è la storia e la speranza dell’umanità: è l’umanità che si ritrova e fa la sintesi secondo il modello hegeliano.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large is-style-default"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="645" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/scuola-a-distanza-covid-1024x645.jpg" alt="scuola a distanza covid" class="wp-image-504" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/scuola-a-distanza-covid-1024x645.jpg 1024w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/scuola-a-distanza-covid-300x189.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/scuola-a-distanza-covid-150x94.jpg 150w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/scuola-a-distanza-covid-768x484.jpg 768w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/scuola-a-distanza-covid.jpg 1270w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>È una sintesi continua, è un aggiornamento del divenire. È il sapere. Sono le conoscenze. Sono le abilità. Tutte insieme consentono di poter scegliere ed applicare modelli cognitivi in ogni ambito applicativo: <strong>competenze</strong>. Chi possiede tali strumenti può sollecitare un gruppo precostituito per raggiungere obiettivi anche a distanza.</p>



<p>Non è una nuova didattica <strong>è la didattica di sempre</strong>. Non cambia il concetto di gruppo, cambia l’aspetto. Gli uomini, però, soprattutto nel processo di crescita, <strong>hanno bisogno di incontrarsi</strong>, di scambiarsi l’affetto anche con il tatto. La distanza non lo consente e l’esperimento a distanza diventa monco, benché produttivo di sani obiettivi raggiunti.</p>



<p>C’è bisogno di ritornare in presenza, perché è nell’intima natura umana incontrarsi e stringersi la mano, accarezzarsi, baciarsi. La parentesi potrebbe ritenersi chiusa una volta che siano terminate le ragioni che l’hanno aperta, se non fosse che tutto cambia e il nuovo piace sempre a qualcuno, anche se è già diventato obsoleto se non inutile.</p>



<p>Questa riflessione lascia immaginare una mediazione ed una sofferenza tra chi vuole incontrarsi a distanza e tra chi avverte forte la necessità di potersi toccare. Nessuno potrà negare l’efficacia della didattica a distanza per l’insegnamento rivolto a persone residenti in Paesi lontani che parlano lingue diverse e hanno l’opportunità di crescere assieme, anche attraverso mediazioni culturali e confronti tra culture diverse.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large is-style-default"><img decoding="async" width="1024" height="533" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-1-1024x533.jpg" alt="Recuperare il tempo perso" class="wp-image-472" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-1-1024x533.jpg 1024w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-1-300x156.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-1-150x78.jpg 150w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-1-768x400.jpg 768w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/tempo-perso-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Non si può negare la sua utilità a studenti lavoratori che altrimenti avrebbero difficoltà a raggiungere la sede della scuola e sarebbero condannati a restare nell’angolo dello svantaggio nel quale sono “sistemati”. Non si può negare l’utilità di essa negli aggiornamenti professionali. Insomma, si è aperta una porta di una casa ove ci sono tante porte e ognuna conduce in una stanza ed in ciascuna di esse c’è un mondo dove si possono incontrare le persone accomunate dalla stessa finalità che possono entrare in empatia ed apprendere per apprendere.</p>



<p><a href="https://www.mentedidattica.it/un-insegnante-senza-empatia-e-capacita-comunicativa-non-deve-insegnare/"><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Con l’empatia</span></a> pure a distanza si può fare didattica, si può fare scuola, si può crescere, si può apprendere.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img decoding="async" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/Bartolomeo-Merola.jpg" width="100"  height="100" alt="Bartolomeo Merola" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.mentedidattica.it/author/bartolomeo-merola/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Bartolomeo Merola</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Insegnante di economia aziendale e tecniche delle imprese turistiche</p>
<div class="clearfix _o46 _3erg _29_7 direction_ltr text_align_ltr">
<div id="js_q6" class="_3058 _ui9 _hh7 _6ybn _s1- _52mr _3oh-" data-tooltip-content="10 Febbraio 2021 20:58" data-hover="tooltip" data-tooltip-position="left"></div>
</div>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_blank" href="https://www.facebook.com/merola.bartolomeo" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path class="st0" d="m499.4 250.9c0 9.9-0.6 19.7-1.7 29.2-0.1 0.6-0.1 1.1-0.2 1.7-0.8 6.3-1.8 12.4-3 18.5-0.2 1.1-0.5 2.2-0.7 3.3-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7-7.6 1.8-15.4 3.3-23.3 4.4-5.5 0.8-11.1 1.3-16.7 1.7-0.8 0.1-1.6 0.1-2.4 0.1-5 0.3-10.1 0.4-15.2 0.4-137.8 0-249.4-111.6-249.4-249.3s111.6-249.4 249.4-249.4 249.3 111.7 249.3 249.4z" fill="#3b5998" /><path class="st1" d="m493.8 303.6c-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7l-100.9-101 1.8-3.5 2.1-76.7-45.3-43.7 41.3-31 30-95.3 71.4-24.7 185.7 185.9z" /><path class="st2" d="M206.8,392.6V268.8h-41.5v-49.2h41.5v-38.8c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H282  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/cosa-restera-di-tutta-questa-scuola-a-distanza/">Cosa resterà di tutta questa scuola a distanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
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		<title>La scuola non è un voto, la scuola insegna a vivere</title>
		<link>https://www.mentedidattica.it/la-scuola-non-e-un-voto-la-scuola-insegna-a-vivere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Sposato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2021 13:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere a scuola]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[socializzazione]]></category>
		<category><![CDATA[studente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viviamo in una società fragile, impaurita, circoscritta. Viviamo in una società in cui gli adolescenti, apparentemente forti, sono sempre più soli e fragili, succubi delle loro ombre, impauriti dai giudizi, ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Viviamo in una società fragile, impaurita, circoscritta. Viviamo in una società in cui gli adolescenti, apparentemente forti, sono sempre più soli e fragili, succubi delle loro ombre, impauriti dai giudizi, o meglio ancora pregiudizi.</p>



<p>Chiusi nel loro mondo confuso, tra Tik Tok, Instagram, musica trap e vari giochi tecnologici, tra un angolo creato per cercare sé stessi o perché semplicemente si segue il target, un&#8217;omologazione perfetta senza alcuna personalità.</p>



<p>Si fa tanta fatica a comunicare, perché le loro<strong> camere sono diventate il loro mondo</strong>, e se è difficile esser genitori, lo è ancor di più essere figli, figli di genitori improvvisamente adolescenti nei comportamenti. Vogliamo i nostri figli perfetti agli occhi della società, senza pensare che l&#8217;unica perfezione sarebbe quella della felicità nel vedere un figlio esprimersi liberamente, senza aspettative alcune o fallimenti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="940" height="529" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/studente-chiuso-in-camera.jpg" alt="studente chiuso in camera" class="wp-image-328" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/studente-chiuso-in-camera.jpg 940w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/studente-chiuso-in-camera-300x169.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/studente-chiuso-in-camera-150x84.jpg 150w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/02/studente-chiuso-in-camera-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 940px) 100vw, 940px" /></figure></div>



<p>L&#8217;uomo, di suo, l&#8217;unico giudizio che teme fortemente è quello da parte di un genitore, quindi non deluderli è nelle aspettative di tutti. Vorremmo tutti geni, solo per vanto con l&#8217;amica davanti a un caffè, senza capire che la scuola, come prosieguo educativo,<strong> rientra nel processo di Socializzazione </strong>operante nell&#8217;ambito culturale e sociale, come parte integrante della società.</p>



<p>La scuola non è un voto, la scuola insegna a vivere, a coabitare, a relazionarsi con il prossimo, ad <strong>assimilare il sapere che l&#8217;insegnante offre</strong>, da una frase parte l&#8217;introspezione di ognuno di loro, giusta e necessaria per la loro crescita.</p>



<p>Urge più dialogo, urge inculcare loro il rispetto verso sé stessi e verso gli altri, urge lasciare loro la libertà di esprimersi e di diventare ciò che vorranno essere, urge essere vigili,<strong> aiutandoli in questa crescita</strong> e che non sia plasmata in perfetti e sconosciuti robot.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img alt='Laura Sposato' src='https://secure.gravatar.com/avatar/60746c8ea2feef78d0ed925767b9a7e92d1ce12917dcfb2276607983ad5acdbe?s=100&#038;d=mm&#038;r=g' srcset='https://secure.gravatar.com/avatar/60746c8ea2feef78d0ed925767b9a7e92d1ce12917dcfb2276607983ad5acdbe?s=200&#038;d=mm&#038;r=g 2x' class='avatar avatar-100 photo' height='100' width='100' itemprop="image"/></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.mentedidattica.it/author/laura-sposato/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Laura Sposato</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Sociologa</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/la-scuola-non-e-un-voto-la-scuola-insegna-a-vivere/">La scuola non è un voto, la scuola insegna a vivere</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
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		<title>La scuola a distanza è una scuola differente, è un&#8217;emergenza, non una scelta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Teodora Cordone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2021 15:27:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica a distanza]]></category>
		<category><![CDATA[collaborare]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I miei alunni hanno lavorato bene in DaD lo scorso anno; essendo scuola media, quest’anno abbiamo lavorato in presenza fino a dicembre; adesso siamo nuovamente in DaD, da due giorni: ... </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>I miei alunni hanno lavorato bene in DaD lo scorso anno; essendo scuola media, quest’anno abbiamo lavorato in presenza fino a dicembre; adesso <strong>siamo nuovamente in DaD</strong>, da due giorni: l’esperienza sembra positiva, ma è ancora presto per tirare le somme.</p>



<p>Ragazzi che non ne avrebbero avuto la possibilità hanno imparato a usare internet per fare ricerche, produrre e condividere documenti, collaborare a distanza. Hanno avuto in comodato d&#8217;uso i dispositivi, gratuite le principali piattaforme didattiche (dal mese di aprile). Hanno lavorato in modo nuovo, hanno imparato tanto, soprattutto che <strong>le difficoltà si affrontano con la cultura</strong>, con l&#8217;ausilio delle arti e della letteratura, che aiutano a interpretare il presente quando è troppo oscuro; delle scienze, che spiegano ciò che succede e cercano soluzioni; delle tecnologie, che permettono di affrontare difficoltà.</p>



<p>La scuola a distanza è una scuola differente, è un&#8217;emergenza, non una scelta. Però non è così differente come si crede, in questo momento.</p>



<p>Anche in presenza è poco diverso, non si può stare accanto, niente gruppi, insegnante confinato in un piccolo spazio delimitato sul pavimento, mascherine, ingresso e uscita differenziati, veloci, senza poter scambiare una parola, un sorriso, ricreazione in classe, le classi a turno per non incontrarsi nei bagni dove si va un ragazzo per volta, una classe alla volta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="876" height="630" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-classe.jpg" alt="" class="wp-image-196" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-classe.jpg 876w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-classe-300x216.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-classe-150x108.jpg 150w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-classe-768x552.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 876px) 100vw, 876px" /></figure>



<p>Il problema è <strong>come si affronta la DaD</strong>. Se è riempire di compiti, non ha senso. Mi chiedo, però, chi la intende così cosa faccia in presenza. A marzo eravamo tutti “<em>presi dalla botta</em>”, ora siamo preparati.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Forse è questo insegnare: fare in modo che a ogni lezione scocchi l’ora del risveglio</p><cite>Daniel Pennac</cite></blockquote></figure>



<p>Su internet possiamo parlare ed essere sentiti da tutti, possiamo sorridere. Noi, quest’anno, anche in presenza abbiamo lavorato molto come se fossimo a distanza, perché nulla si poteva fare di ciò a cui eravamo abituati.</p>



<p>Abbiamo fatto un <strong>bellissimo video su Orlando furioso</strong>, con lettura del testo poetico e illustrazioni dei ragazzi, tutto da casa, ciascuno aveva un ottava da leggere e illustrare. Uno di loro ha montato. Stiamo preparando un giornale online, studiamo la geografia dai siti locali, leggiamo qualsiasi testo ci venga in mente.</p>



<p>Per le scuole superiori, poi, alla freddezza della totale assenza di qualsivoglia contatto umano si somma il delicato <strong>problema dei mezzi di trasporto </strong>che molti sono obbligati a prendere quotidianamente nelle ore di punta; quello che si acquista con questa didattica distanziata in presenza è troppo poco rispetto al rischio.</p>



<p>È molto triste che la scuola sia diventata<strong> terreno di scontro politico</strong>. Non dubito che ci sia chi realmente creda che sia meglio una scuola in presenza, nonostante tutto, ma per lo più si tratta solo di uno scontro politico. Se così non fosse sarebbe diverso il ruolo sociale dei docenti, sarebbero più frequentati teatri, musei e librerie; sarebbe più basso l&#8217;audience di certi programmi tv, perché non ci sarebbe interesse; sarebbe maggiore la fiducia negli specialisti, che si sono formati nel proprio campo con anni di studi e di esperienza; sarebbe di meno la gente che va in giro in modo irresponsabile.</p>



<p>Sì, perché la scuola insegna in primo luogo che <strong>le regole non sono paletti alla nostra libertà</strong>, ma indicazioni per la nostra e l&#8217;altrui salvaguardia, però quello che insegna la scuola non ci interessa. La scuola insegna anche il dissenso, ma per motivi grandi, importanti, per i valori che garantiscono l&#8217;umanità.</p>



<p>Invece si continua ad assembrarsi in bar, negozi, locali e si chiama questa libertà o ribellione: chi della scuola ha fatto tesoro si comporta diversamente. Invece tutti paghiamo il prezzo elevatissimo dell&#8217;irresponsabilità di molti, anche chi da marzo tiene un comportamento adeguato all&#8217;attuale emergenza.</p>



<p>Alcuni studenti reclamano la <strong>scuola in presenza</strong>, ma non possono avere ciò che desiderano: le relazioni di cui è fatta la scuola. Le lezioni, con buona volontà, possono averle anche a distanza. Fra quelli che protestano per la chiusura, quanti sono i pendolari? Quanti quelli che hanno visto compagni e docenti assenti per Covid (talvolta per non tornare mai più)</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="625" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-proteste-1024x625.jpg" alt="scuola a distanza protesta" class="wp-image-197" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-proteste-1024x625.jpg 1024w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-proteste-300x183.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-proteste-150x92.jpg 150w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-proteste-768x469.jpg 768w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-a-distanza-proteste.jpg 1180w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Le proteste degli studenti a Roma davanti al Miur</figcaption></figure></div>



<p>Nessuno ama questo disastro, ma dobbiamo comprendere che è un disastro mondiale, è un&#8217;emergenza. La cosa da fare sarebbe <strong>vaccinare studenti e professori</strong> al più presto e tornare a una didattica davvero in presenza, che permetta ciò che davvero ci manca: le relazioni e il contatto umano. Quello sì, difficile a distanza</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/teodora-cordone.jpg" width="100"  height="100" alt="teodora cordone" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.mentedidattica.it/author/teodora-cordone/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Teodora Cordone</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Docente di Lettere presso I.C. &#8216;Rita Borsellino&#8217; di Palermo. Referente per &#8220;attuazione PTOF, cittadinanza e promozione culturale dell’Istituto&#8221;</p>
</div></div><div class="clearfix"></div><div class="saboxplugin-socials sabox-colored"><a title="Facebook" target="_blank" href="https://www.facebook.com/dora.cordone.5" rel="nofollow noopener" class="saboxplugin-icon-color"><svg class="sab-facebook" viewBox="0 0 500 500.7" xml:space="preserve" xmlns="http://www.w3.org/2000/svg"><path class="st0" d="m499.4 250.9c0 9.9-0.6 19.7-1.7 29.2-0.1 0.6-0.1 1.1-0.2 1.7-0.8 6.3-1.8 12.4-3 18.5-0.2 1.1-0.5 2.2-0.7 3.3-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7-7.6 1.8-15.4 3.3-23.3 4.4-5.5 0.8-11.1 1.3-16.7 1.7-0.8 0.1-1.6 0.1-2.4 0.1-5 0.3-10.1 0.4-15.2 0.4-137.8 0-249.4-111.6-249.4-249.3s111.6-249.4 249.4-249.4 249.3 111.7 249.3 249.4z" fill="#3b5998" /><path class="st1" d="m493.8 303.6c-1.2 5.6-2.6 11-4.2 16.5-23.4 81.3-87.1 145.6-168.2 169.8-4.5 1.3-9.1 2.6-13.7 3.7l-100.9-101 1.8-3.5 2.1-76.7-45.3-43.7 41.3-31 30-95.3 71.4-24.7 185.7 185.9z" /><path class="st2" d="M206.8,392.6V268.8h-41.5v-49.2h41.5v-38.8c0-42.1,25.7-65,63.3-65c18,0,33.5,1.4,38,1.9v44H282  c-20.4,0-24.4,9.7-24.4,24v33.9h46.1l-6.3,49.2h-39.8v123.8" /></svg></span></a></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/la-scuola-a-distanza-e-una-scuola-differente-e-unemergenza-non-una-scelta/">La scuola a distanza è una scuola differente, è un&#8217;emergenza, non una scelta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
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		<title>La scuola è morta quando ha smesso di credere nella scuola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ornella Gonzales y Reyero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2021 19:09:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione Insegnante]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chi si esprime oggi sulla scuola corre il rischio di apparire subito come un acritico e noioso laudator temporis acti. Non è così: chi si esprime oggi sulla scuola ha ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="La scuola è morta quando ha smesso di credere nella scuola" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/la-scuola-e-morta-quando-ha-smesso-di-credere-nella-scuola/#more-148">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">La scuola è morta quando ha smesso di credere nella scuola</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Chi si esprime oggi sulla scuola corre il rischio di apparire subito come un acritico e noioso <em>laudator temporis acti</em>. Non è così: chi si esprime oggi sulla scuola ha riflettuto a lungo e sa che la sua non è una <em>laudatio temporis acti</em>, ma una<em> laudatio temporis</em>.</p>



<p>Sì, perché la scuola, più che ogni altra cosa, <strong>ha perduto il tempo</strong>. È come se negli anni si fosse aperta una crepa attraverso la quale scorre via il tempo, il tempo giusto, quello lento, il tempo della riflessione, il tempo dell’apprendimento.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="848" height="1024" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-e-morta-848x1024.jpg" alt="scuola è morta" class="wp-image-150" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-e-morta-848x1024.jpg 848w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-e-morta-249x300.jpg 249w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-e-morta-124x150.jpg 124w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-e-morta-768x927.jpg 768w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-e-morta.jpg 994w" sizes="auto, (max-width: 848px) 100vw, 848px" /></figure></div>



<p>La scuola vive un inquietante incantesimo: <strong>tutto è accelerato</strong>, niente riesce a lasciar traccia, calpestato da ciò che segue, condannato alla stessa sorte. Eppure il tempo dell’apprendimento è il<strong> tempo della lentezza </strong>e, se “insegnare” significa “imprimere un segno” nella mente del discente, bisogna riconoscere che riuscire a lasciar traccia è impresa sempre più ardua, nel labirinto delle parole altisonanti e vuote, nella vetrina ridicola e imbarazzante del “sapere” e del “saper fare”, nell’illusione disonesta delle competenze senza le conoscenze, delle «scintille» senza «la legna», direbbe Gustavo Zagrebelsky.</p>



<p>Il tempo della scuola è un tempo distratto, confuso, opaco, che costruisce un sapere disorganico, evanescente, un sapere destinato a svanire con la stessa velocità con la quale è stato costruito. Con la lentezza è andata via la profondità, allontanata come in un rivisitato supplizio di Tantalo, dove il frutto intravisto appena e subito negato è la possibilità di andare al fondo delle cose.</p>



<p>Possibilità irrealizzabile, perché “non c’è tempo”. Rimane la superficie, sfiorata e presentata magari sulla carta come profondità, alla voce “approfondimenti”. Perché per le carte il tempo c’è. Deve esserci. Un brutto mattino kafkiano il docente<strong> si è svegliato burocrate </strong>e ha dovuto imparare l’aridità e il nonsenso, il trionfo della forma, il tempo speso male: l’orologio della scuola è un orologio impazzito, che segna un tempo nemico dell’apprendimento, un tempo in cui il numero delle ore sottratte non è compensato dalla qualità di quelle (ancora) concesse.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-e-morta-tempo.jpg" alt="scuola è morta tempo" class="wp-image-153" width="610" height="342" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-e-morta-tempo.jpg 460w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-e-morta-tempo-300x168.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/scuola-e-morta-tempo-150x84.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 610px) 100vw, 610px" /></figure></div>



<p>La <strong>scuola è morta</strong> quando ha smesso di credere nell’importanza dei &#8220;dati&#8221;, quelli che si possono trarre anche dalla rete; è morta quando ha, con disprezzo, definito “nozionismo” il sapere; quando ha cominciato a temere la valutazione, impedendo la crescita; quando ha cominciato a raccontare e a raccontarsi bugie; quando ha dipinto la sua facciata con troppi sospetti colori, trascurando irrimediabilmente gli interni.</p>



<p>È morta quando<strong> ha smesso di credere nella scuola</strong>. L’hanno lasciata morire quelli che Primo Levi chiamava «<em>gli uomini comuni</em>», più pericolosi dei mostri, «<em>i funzionari pronti a credere e ad obbedire senza discutere</em>». Quelli che quel brutto mattino avrebbero dovuto lottare per arrestare quell’orribile metamorfosi. E invece hanno accettato di essere spazzati via.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-tab"><div class="saboxplugin-gravatar"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/Ornella-Gonzales-y-Reyero.jpg" width="100"  height="100" alt="Ornella Gonzales y Reyero" itemprop="image"></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="https://www.mentedidattica.it/author/ornella-gonzales-y-reyero/" class="vcard author" rel="author"><span class="fn">Ornella Gonzales y Reyero</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>nata a Napoli nel 1973, laureata in lettere classiche, docente di italiano e latino (liceo scientifico); dottore di ricerca in Italianistica; autrice di varie pubblicazioni di saggistica; collaborazione al manuale di letteratura italiana per il triennio delle superiori &#8220;Rosa fresca aulentissima&#8221;</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/la-scuola-e-morta-quando-ha-smesso-di-credere-nella-scuola/">La scuola è morta quando ha smesso di credere nella scuola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
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