<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>MenteDidattica</title>
	<atom:link href="https://www.mentedidattica.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.mentedidattica.it/</link>
	<description>Insegnare Didatticamente</description>
	<lastBuildDate>Thu, 15 Apr 2021 10:45:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.3</generator>

<image>
	<url>https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/01/mentedidattica-icon-150x150.jpg</url>
	<title>MenteDidattica</title>
	<link>https://www.mentedidattica.it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il problema non è la benda negli occhi, ma le interrogazioni</title>
		<link>https://www.mentedidattica.it/il-problema-non-e-la-benda-negli-occhi-ma-le-interrogazioni/</link>
					<comments>https://www.mentedidattica.it/il-problema-non-e-la-benda-negli-occhi-ma-le-interrogazioni/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Sposato]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Apr 2021 21:08:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Valutazione]]></category>
		<category><![CDATA[benda]]></category>
		<category><![CDATA[dad]]></category>
		<category><![CDATA[interrogazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mentedidattica.it/?p=839</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono una docente e leggere alcuni articoli ,alle volte, mi fanno riflettere. Mi chiedo spesso se ho sbagliato con loro, i miei ragazzi, o se opero bene. Già mi metto ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Il problema non è la benda negli occhi, ma le interrogazioni" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/il-problema-non-e-la-benda-negli-occhi-ma-le-interrogazioni/#more-839">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">Il problema non è la benda negli occhi, ma le interrogazioni</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/il-problema-non-e-la-benda-negli-occhi-ma-le-interrogazioni/">Il problema non è la benda negli occhi, ma le interrogazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Sono una docente e leggere alcuni articoli ,alle volte, mi fanno riflettere. Mi chiedo spesso se ho sbagliato con loro, i miei ragazzi, o se opero bene. Già mi metto in discussione spesso.</p>



<p>Ci sono alcune <strong>forme antiche nella scuola</strong> che andrebbero rivisitate. Ancora qualcuno non ha capito che siamo di fronte ad una evoluzione adolescenziale, un forte cambiamento a livello sociale e psicologico. È cambiato il ruolo sociale, molto risentito all&#8217;interno della famiglia, questo manda un po&#8217; tutta la<strong> società in crisi.</strong></p>



<p>Vengono meno gli affetti e si annidano sempre più silenzi, solitudine incolmabile, dove attorno ad essa si sviluppano <strong>personalità vulnerabili</strong>, molto vulnerabili. Fiumi in piena, li osservo in classe, li osservo in metro, sguardi vispi di alcuni che fanno presagire una buona riuscita sociale, altri sguardi sospesi tra una fermata e un&#8217;altra di metro, in balia di chissà cosa, forse tutto, forse niente.</p>



<p>Fiducia negata e mentre a loro neghiamo la fiducia, l&#8217;autostima crolla, al punto che se li chiami non si girano neanche… tanto cosa avrà da dirmi, che ho sbagliato l&#8217;ultimo compito o che non è andata bene<a href="https://www.mentedidattica.it/verifiche-e-interrogazioni-programmate-la-morte-della-didattica/"><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color"> l&#8217;interrogazione</span></a>.</p>



<p>Ecco <strong>l&#8217;interrogazione</strong>, questo modus operandi che vede l&#8217;eccezione e vede anche colui/ei che non riesce a dire, forse perché timido/a, una parola. Ma la burocrazia dice questo, il ragazzo deve essere valutato. Ok, perfetto.</p>



<p>Sono il docente? Decido io la modalità in base al processo cognitivo dell&#8217;alunno.</p>



<p>Forse dovremmo imparare noi docenti che se durante la lezione imparassimo a coinvolgere i ragazzi aprendo <strong>dibattiti, confronti, criticità</strong>, riusciremmo meglio a capire i nostri alunni, il senso di criticità, sentire muovere un loro pensiero anche criticando il filosofo o poeta che al momento si sta studiando, è importantissimo, perché significa che in quel momento abbiamo dato modo al ragazzo di elaborare e <strong>assimilare l&#8217;argomento</strong> e non di imparare.</p>



<p>Assimilare, affinché tutto ciò che la loro psiche assimila, aiuterà loro a fare esperienza. È vero, ognuno ha il suo metodo, criticabile o meno, ma i ragazzi <strong>non devono essere mortificati</strong>, piuttosto diamo loro lo stimolo necessario per rimanere, rimanere con noi mentalmente durante la lezione.</p>



<p>Il mio metodo? Parto da una base di voto all&#8217; inizio dell&#8217;anno, uguale per tutti, poi sta a loro salire o scendere, io nel frattempo <strong>ho dato fiducia</strong>.</p>



<p>Faccio bene? Non lo so. So solo che non ho perso mai nessuno.</p>



<p>Sarebbe bello se al posto delle interrogazioni ci fosse un grande dibattito, una costruzione dell&#8217;essere che solo la scuola è in grado di dare.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/il-problema-non-e-la-benda-negli-occhi-ma-le-interrogazioni/">Il problema non è la benda negli occhi, ma le interrogazioni</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.mentedidattica.it/il-problema-non-e-la-benda-negli-occhi-ma-le-interrogazioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le regole del buon ritorno a scuola</title>
		<link>https://www.mentedidattica.it/le-regole-del-buon-ritorno-a-scuola/</link>
					<comments>https://www.mentedidattica.it/le-regole-del-buon-ritorno-a-scuola/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2021 12:27:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere a scuola]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[mascherina]]></category>
		<category><![CDATA[ritorno a scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mentedidattica.it/?p=565</guid>

					<description><![CDATA[<p>Abbiamo aspettato per tanti mesi questo momento, ma sembra impossibile ritenersi completamente preparati. Stiamo parlando del ritorno a scuola e di come renderlo il meno traumatico possibile in un periodo ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Le regole del buon ritorno a scuola" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/le-regole-del-buon-ritorno-a-scuola/#more-565">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">Le regole del buon ritorno a scuola</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/le-regole-del-buon-ritorno-a-scuola/">Le regole del buon ritorno a scuola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Abbiamo aspettato per tanti mesi questo momento, ma sembra impossibile ritenersi completamente preparati. Stiamo parlando del <strong>ritorno a scuola</strong> e di come renderlo il meno traumatico possibile in un periodo complicato come questo.</p>



<p>In questo articolo andremo ad elencare alcune regole che, se seguite, aiuteranno a rendere il rientro a scuola dei bambini un evento gradevole e divertente.</p>



<p><strong>RENDERE LE NORME IGIENICHE DIVERTENTI</strong></p>



<p>Molti insegnanti ed educatori a contatto con i bambini hanno portato avanti l’idea di associare le <a href="https://amzn.to/3g5dZDo" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">maschere sanitarie</span></a> a quelle dei <strong>supereroi</strong>. Così, quando i bambini si presentano a scuola la mattina, sono orgogliosi di indossare la loro maschera e non la vedono come una costrizione.</p>



<p>Per mantenere la distanza si potrebbe fare l’allusione al volo delle aquile. I bambini, allora, allungando le braccia e tentando di imitare il volatile, manterranno automaticamente la distanza di sicurezza.</p>



<p><strong>CREARE UN AMBIENTE PIACEVOLE</strong></p>



<p>In occasione del primo ritorno a scuola dopo tanto tempo, i bambini proveranno molte emozioni. Alcuni di loro non sono mai stati in una scuola fisica, altri avranno sperimentato gravi perdite e ansia.</p>



<p>Decorare l’aula con immagini di paesaggi naturali o con della musica rilassante nel momento del rientro può avere degli effetti positivi sui bambini. Questo consentirà loro di sapere che la scuola è un luogo accogliente e tranquillo dove possono imparare e stare con i loro amici.</p>



<p><strong>TRASCORRERE DEL TEMPO ALL&#8217;APERTO</strong></p>



<p>L’insegnamento all’aperto, quando possibile, ha molti vantaggi, tra cui allentare l&#8217;ansia. Anche in una giornata invernale, soleggiata ma fredda, una breve attività all&#8217;aperto come uno spuntino o una lettura ad alta voce può essere vista in modo positivo dai bambini.</p>



<p>Il tempo trascorso all&#8217;aperto offre un piacevole sollievo dagli spazi chiusi assegnati agli studenti durante il resto della giornata. Inoltre, può dare loro la possibilità di togliersi la maschera, pur mantenendo la distanza, e di prendere una bella boccata d&#8217;aria fresca.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/le-regole-del-buon-ritorno-a-scuola/">Le regole del buon ritorno a scuola</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.mentedidattica.it/le-regole-del-buon-ritorno-a-scuola/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il valore del team working a scuola, la collaborazione tra docenti che funziona</title>
		<link>https://www.mentedidattica.it/il-valore-del-team-working-a-scuola-la-collaborazione-tra-docenti-che-funziona/</link>
					<comments>https://www.mentedidattica.it/il-valore-del-team-working-a-scuola-la-collaborazione-tra-docenti-che-funziona/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Stefanetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Mar 2021 14:02:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro di gruppo]]></category>
		<category><![CDATA[team working]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mentedidattica.it/?p=800</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un buon lavoro di gruppo può decretare il successo del buon esito degli apprendimenti in una scuola, ma allo stesso tempo l’incapacità di aggregare persone e farle lavorare bene insieme ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Il valore del team working a scuola, la collaborazione tra docenti che funziona" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/il-valore-del-team-working-a-scuola-la-collaborazione-tra-docenti-che-funziona/#more-800">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">Il valore del team working a scuola, la collaborazione tra docenti che funziona</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/il-valore-del-team-working-a-scuola-la-collaborazione-tra-docenti-che-funziona/">Il valore del team working a scuola, la collaborazione tra docenti che funziona</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Un <strong>buon lavoro di gruppo</strong> può decretare il successo del buon esito degli apprendimenti in una scuola, ma allo stesso tempo l’incapacità di aggregare persone e farle lavorare bene insieme può implicare un degrado della professionalità.</p>



<p>Unire i propri sforzi con quelli di colleghi porta ogni singolo docente a vivere una crescita rappresentata dallo stesso team collaborativo e, conseguentemente a toccare a realizzare “imprese” che sarebbero inimmaginabili per il singolo. Come negli sport più estremi la squadra è fondamentale per raggiungere l’obiettivo.</p>



<p>Ma è sufficiente? È sufficiente lavorare insieme agli altri per riuscire a realizzare progetti importanti? Sarebbe bello, ma purtroppo non è così.</p>



<p>Ed è proprio qui che entra in gioco il lavoro del leader e della formazione. Spesso infatti si vuol credere che la presenza del lavoro di gruppo sia sufficiente di per sé a raggiungere gli obiettivi e, di conseguenza, ci si dimentica di investire tempo e risorse per migliorarne l’efficienza.</p>



<p>L’aspetto sul quale riflettere riguarda la conoscenza del potenziale umano presente in una realtà scolastica per sfruttarlo al meglio. Il <strong>successo di una scuola</strong>, a mio avviso, dipende anche dai suoi collaboratori, che mettono in pratica queste idee. Pertanto la gestione delle risorse umane rappresenta un momento fondamentale, poiché avere le <strong>giuste risorse umane</strong> costituisce un elemento che differenzia un ambiente di apprendimento da un altro.</p>



<p>Ritengo che la buona scuola dipenda dalla qualità delle risorse umane possedute. Sono le persone che fanno la differenza, semplicemente per la capacità di restare nel continuo cambiamento, senza paure, né resistenze. Risulta fondamentale comunicare efficacemente all’interno della propria realtà, minimizzando gli sprechi di tempo ed energie, migliorando piuttosto la performance del team.</p>



<p>Per comunicare efficacemente è necessario sensibilizzare e promuovere comportamenti proattivi nella scuola, in ogni ordine e grado, a partire dalla scuola dell’infanzia, quale primo step del processo di apprendimento del bambino.</p>



<p>Ricordando sempre di passare efficacemente le informazioni, condividere e creare consenso nel proprio team di lavoro, con cui condividiamo le giornate lavorative e le scelte fatte.</p>



<p>Questo scena può stimolare la riflessione sull’importanza del team working. Su un team work non solo messo in pratica, ma messo in pratica bene. A volte anche i più esperti, i più navigati hanno bisogno di rivedere le cose da una prospettiva nuova, superando i propri interessi personali e i propri schemi. Non è affatto detto che i ruoli che hanno funzionato fino a quel momento non possano migliorare con l’arrivo di nuovi colleghi. Spesso dimentichiamo che l’unicità insieme alla novità rappresentano un arricchimento per il team.</p>



<p>Non significa che l’introduzione di nuovi approcci sia sempre una cosa positiva. Significa però che disinteressarsi alle novità, alla conoscenza e alla ricerca di innovazione è sicuramente una grande occasione mancata, proprio come nella scena del cortometraggio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Pennuti spennati - Corto Pixar" width="870" height="489" src="https://www.youtube.com/embed/pDcbPtE5H9k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p>L’uccello più grande rappresenta la diversità con cui fare i conti, ma anche un’opportunità da valutare ed integrare nel lavoro del gruppo. Invece ciò che talvolta emerge è <strong>totale assenza di dialogo</strong> e resistenza all’innovazione. Questo è vero nel team work, ma anche in molti altri ambiti: quando si raggiunge una certa esperienza, può essere<strong> difficile rimettere in discussione</strong> se stessi e il proprio lavoro. Ci si ferma alle apparenze (in questo caso l’aspetto buffo del nuovo arrivato) limitando così la portata del proprio lavoro.</p>



<p>Fare cultura sul lavoro di gruppo non è facile soprattutto per questo motivo. La cosa fondamentale, nonché probabilmente la più difficile, è far capire come rimettere in discussione le proprie capacità di team work. Molto spesso a frenarci sulla strada del miglioramento sono l’orgoglio o la pigrizia, i quali fanno credere che lavorare in un team sia una capacità ormai acquisita, imparata, digerita e, dopo tanti anni “<em>non ho di certo bisogno che qualcuno mi insegni come fare</em>”.</p>



<p>Ma i risultati di questo atteggiamento potrebbero essere tragicomici e il gruppo di lavoro, credendo di volare alto, si potrebbe ritrovare, come dire, spennato dalla propria chiusura mentale, dalla mancanza di lungimiranza, nudo e privo di difese di fronte ad un mondo imprenditoriale che ormai ha ali molto più grandi e basi sempre più incerte. L’integrazione di nuovi elementi nei team può invece aiutare l’innovazione e la competitività.</p>



<p>La difficoltà maggiore resta riuscire a scardinare le posizioni che uno occupa ed a far sì che le persone parlino in maniera diversa, senza filtri; poiché siamo tutti sullo stesso livello, seppur con delle competenze diverse. Mettendoci gli uni accanto agli altri si aiuta il team a sviluppare nuovi modelli di azione partendo ognuno dalla propria esperienza.</p>



<p>Riprendendo le parole di Eric Hoffer “<em>la terra sarà di coloro che apprendono, mentre coloro che hanno smesso di apprendere si troveranno ben equipaggiati per confrontarsi con un mondo che non esiste più</em>”.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/il-valore-del-team-working-a-scuola-la-collaborazione-tra-docenti-che-funziona/">Il valore del team working a scuola, la collaborazione tra docenti che funziona</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.mentedidattica.it/il-valore-del-team-working-a-scuola-la-collaborazione-tra-docenti-che-funziona/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La scuola dei vincitori</title>
		<link>https://www.mentedidattica.it/la-scuola-dei-vincitori/</link>
					<comments>https://www.mentedidattica.it/la-scuola-dei-vincitori/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Serenella Nardoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 12:34:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Benessere a scuola]]></category>
		<category><![CDATA[debate]]></category>
		<category><![CDATA[emozione]]></category>
		<category><![CDATA[life skills]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mentedidattica.it/?p=798</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelson Mandela diceva che un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso. Ed allora: la scuola che vorrei è la scuola che in un periodo così difficile ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="La scuola dei vincitori" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/la-scuola-dei-vincitori/#more-798">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">La scuola dei vincitori</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/la-scuola-dei-vincitori/">La scuola dei vincitori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Nelson Mandela diceva che un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso. Ed allora: la scuola che vorrei è la scuola che in un periodo così difficile<strong> resta lucida e non molla</strong>. Una scuola più che mai dell’apprendimento collaborativo.</p>



<p>Una scuola verde, come la speranza, che coltivi insieme alle piante una dimensione relazionale e collaborativa, il senso di appartenenza al gruppo-classe sì, ma anche alla intera comunità, scolastica e sociale.</p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="563" height="1000" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-5.jpg" alt="scuola dei vincitori" class="wp-image-817" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-5.jpg 563w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-5-169x300.jpg 169w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-5-84x150.jpg 84w" sizes="(max-width: 563px) 100vw, 563px" /><figcaption>credit: Serenella Nardoni</figcaption></figure></div>



<p>Una scuola di &#8220;<em>spes contra spem</em>&#8221; in cui gli alunni imparino ad assumersi responsabilità e a prendersi cura degli altri così come a prendersi cura del seme.</p>



<p>Questa sarebbe la<strong> scuola dei vincitori</strong>, che non si arrendono e credono nella corresponsabilità educativa e provano a costruire anche un buon legame con il territorio.</p>



<p>La scuola della sostenibilità insomma può davvero esistere. Una scuola dal cuore verde, amica dell’ambiente, che aiuti a capire la fragilità e la complessità dell’ambiente naturale e sociale, che educhi all’amore per la nostra casa comune e insegni a prendersene cura.</p>



<p>Una scuola anche delle <strong>emozioni </strong>e della <strong>ricerca del senso</strong>: una scuola attenta ai desideri, alle emozioni ed ai <a href="https://www.mentedidattica.it/un-insegnante-senza-empatia-e-capacita-comunicativa-non-deve-insegnare/"><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">sentimenti di tutti</span></a>, alunni e insegnanti.</p>



<p>Una scuola insomma in cui star bene, in cui l&#8217;insegnante assecondi gli alunni nella ricerca del significato, a partire dallo stupore, che viene alimentato e approfondito.</p>



<p>Una scuola che sa parlare al cuore, non solo alla mente, sa far scoprire la bellezza e fa star bene tutti. In una scuola così gli ambienti sono curati, gli spazi sono pensati per favorire il piacere dello stare insieme.</p>



<p>Una scuola efficiente in cui si impari a dibattere creando spazi di libera espressione, <strong>aperti ai tanti linguaggi</strong>, aiutando ciascuno a trovare il proprio.</p>



<p>Nella nostra scuola abbiamo deciso di applicare la metodologia del <em>DEBATE </em>che permette di acquisire competenze trasversali (<em>life skills</em>) e curricolari, smontando alcuni paradigmi tradizionali e favorendo il cooperative learning e la peer-education, non solo tra studenti, ma anche <strong>tra docenti e tra docenti e studenti</strong>. Un gioco che diverte docenti e alunni.</p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="563" height="1000" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-3.jpg" alt="debate" class="wp-image-818" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-3.jpg 563w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-3-169x300.jpg 169w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-3-84x150.jpg 84w" sizes="(max-width: 563px) 100vw, 563px" /><figcaption>credit: Serenella Nardoni</figcaption></figure></div>



<p>La nostra avventura del progetto &#8220;<em><a href="https://www.letsdebate.it/il-progetto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Let&#8217;s DEBATE</span></a></em>&#8221; vede l&#8217;intero istituto comprensivo in una rete nazionale di scuole che si confrontano, formano, condividono e diffondono l&#8217;esperienza della metodologia del Debate.</p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="563" height="1000" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-4.jpg" alt="scuola dei vincitori debate" class="wp-image-819" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-4.jpg 563w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-4-169x300.jpg 169w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-4-84x150.jpg 84w" sizes="auto, (max-width: 563px) 100vw, 563px" /><figcaption>credit: Serenella Nardoni</figcaption></figure></div>



<p>Il Debate, o arte del dibattere, <strong>è una pratica antica</strong>; potenzia il pensiero creativo, la capacità di argomentare, le competenze di public speaking, la capacità di informarsi e formarsi riguardo un topic (argomento del dibattere) e sviluppa soft skills.</p>



<div class="wp-block-image is-style-default"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="753" height="1000" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-1.jpg" alt="debate scuola dei vincitori" class="wp-image-820" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-1.jpg 753w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-1-226x300.jpg 226w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/scuola-dei-vincitori-1-113x150.jpg 113w" sizes="auto, (max-width: 753px) 100vw, 753px" /><figcaption>credit: Serenella Nardoni</figcaption></figure></div>



<p>Questo ci porta a pensare ad una scuola delle alleanze connessa alla vita e al lavoro, che introduca gli alunni alla realtà, fornendo le chiavi per <strong>sviluppare competenze durevoli </strong>e aiutandoli a scoprire i propri personali talenti, a saper argomentare , ma aiutandosi con la ricerca e con lo studio delle fonti.</p>



<p>Una scuola che aiuti a scoprire le risorse economiche, culturali e sociali dell&#8217;ambiente di vita. In una scuola così il dialogo intergenerazionale arricchisce i rapporti, famiglia e società sono coinvolte. In questa scuola del &#8220;<strong>noi</strong>&#8221; tutti hanno un contributo da offrire. Nella nostra scuola ad esempio esistono &#8220;<strong>genitori attivi</strong>&#8221; regolarmente assicurati e disponibili a svolgere lavori di manutenzione ordinaria ed anche straordinaria ordinaria.</p>



<p>La scuola che vorrei è la scuola della comunità. È una scuola aperta, letteralmente e simbolicamente. Nutre le radici della memoria e incoraggia all’avventura.</p>



<p>Un proverbio africano recita: “<em>per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio</em>“. Pensa a questa frase: quanto è vera nel mondo e nel tempo in cui viviamo? -Chiedo sempre ai bambini.</p>



<p>Secondo noi molto poco: la nostra società è caratterizzata da legami deboli, dalla mancanza di tempo da dedicare alle relazioni ed alla crescita sana di ciascuno.</p>



<p>Ma la scuola che sogniamo esiste già.</p>



<p>È quella che stiamo <strong>costruendo giorno per giorno</strong> perché, come disse Walt Disney, <em>se puoi sognarlo, puoi farlo</em>.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/la-scuola-dei-vincitori/">La scuola dei vincitori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.mentedidattica.it/la-scuola-dei-vincitori/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>8</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Esame di maturità, abbandonare i crediti scolastici e basarci sulla media dei voti: solo così lo salveremo</title>
		<link>https://www.mentedidattica.it/esame-di-maturita-abbandonare-i-crediti-scolastici-e-basarci-sulla-media-dei-voti-solo-cosi-lo-salveremo/</link>
					<comments>https://www.mentedidattica.it/esame-di-maturita-abbandonare-i-crediti-scolastici-e-basarci-sulla-media-dei-voti-solo-cosi-lo-salveremo/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Mattiello]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 11:29:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Valutazione]]></category>
		<category><![CDATA[crediti scolastici]]></category>
		<category><![CDATA[esame di maturità]]></category>
		<category><![CDATA[esame di stato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mentedidattica.it/?p=796</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il neo Ministro Bianchi ha voluto ritoccare l’Esame di Stato trasformando l’ex seconda prova scritta in una relazione interdisciplinare che possa toccare le materie caratterizzanti il percorso di studio degli ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Esame di maturità, abbandonare i crediti scolastici e basarci sulla media dei voti: solo così lo salveremo" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/esame-di-maturita-abbandonare-i-crediti-scolastici-e-basarci-sulla-media-dei-voti-solo-cosi-lo-salveremo/#more-796">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">Esame di maturità, abbandonare i crediti scolastici e basarci sulla media dei voti: solo così lo salveremo</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/esame-di-maturita-abbandonare-i-crediti-scolastici-e-basarci-sulla-media-dei-voti-solo-cosi-lo-salveremo/">Esame di maturità, abbandonare i crediti scolastici e basarci sulla media dei voti: solo così lo salveremo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Il neo Ministro Bianchi ha voluto <strong>ritoccare l’Esame di Stato</strong> trasformando l’ex seconda prova scritta in una relazione interdisciplinare che possa toccare le materie caratterizzanti il percorso di studio degli studenti con l’opzione di ampliarla ad altre discipline.</p>



<p>Questa scelta, a suo modo di vedere, dovrebbe rendere il colloquio pieno e vero.</p>



<p>Io vorrei andare oltre l’interpretazione di questa piccola modifica e proporre per il futuro una riforma drastica e in controtendenza.</p>



<p>Uno studente si vede ad oggi assegnare<strong> ben 40 punti dall’esame finale</strong> e solo 60 dal suo percorso scolastico. Questo punteggio porta, in alcuni casi, a forti distorsioni e ingiustizie sull’attribuzione del voto in uscita. In altri casi la commissione si vede orientata a priori nel mantenere i giudizi maturati in anni di osservazione dei propri alunni, pilotando o manipolando i punteggi verso un risultato ideale già immaginato in sede di scrutinio.</p>



<p>Come potremmo semplificare e rendere il risultato finale di uno studente maggiormente veritiero dell’impegno profuso in un arco temporale triennale?</p>



<p>La soluzione potrebbe essere quella di<strong> abbandonare i crediti scolastici </strong>e basarci sulla media dei voti del secondo biennio e dell’ultimo anno di scuola.</p>



<p>Partendo da questo voto di base aggiungerei un bonus legato ad un colloquio finale che possa fungere da passerella di chiusura del trascorso scolastico e permetta agli studenti di poter migliorare il risultato ottenuto e portare quelli più meritevoli verso l’ambito 100.</p>



<p>Credo che un triennio di scuola, già colmo di studio, impegno e sacrificio, ricco e completo di <a href="https://www.mentedidattica.it/verifiche-e-interrogazioni-programmate-la-morte-della-didattica/"><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">verifiche scritte e orali</span></a>, debba essere il giusto metro di giudizio del percorso e rappresenti, quasi nella sua interezza, il voto finale.</p>



<p>Un’ulteriore novità da introdurre potrebbe essere quella di <strong>abbandonare il tetto delle insufficienze</strong>, strumento utilizzato per ammettere uno studente all’esame e, consentire a chi presenta una media compresa tra il 5 e il 6, di giocarsi l’ultima opportunità di uscita.</p>



<p>Ritengo non corretto bocciare uno studente con difficoltà in alcune materie, se questo dimostra una buona preparazione<strong> in quelle restanti</strong>. In molti casi poi è lo stesso Consiglio di Classe ad aggiustare le poche insufficienze per ammettere lo studente alla prova finale.</p>



<p>In sede di colloquio orale, proprio per questi studenti, si potrebbe prevedere un esame maggiormente approfondito, proprio in forza di un recupero degli apprendimenti lacunosi dimostrati.</p>



<p>Per concludere, <a href="https://www.youreduaction.it/esame-di-maturita-ha-ancora-senso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">non trovo corretto</span></a> abbandonare l’Esame di Stato perché esso rappresenta l’ultimo step nel quale uno studente saluta il mondo della scuola ma, non credo nemmeno, che questo debba divenire l’ennesimo e <strong>ultimo motivo di stress </strong>per studenti e docenti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/esame-di-maturita-abbandonare-i-crediti-scolastici-e-basarci-sulla-media-dei-voti-solo-cosi-lo-salveremo/">Esame di maturità, abbandonare i crediti scolastici e basarci sulla media dei voti: solo così lo salveremo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.mentedidattica.it/esame-di-maturita-abbandonare-i-crediti-scolastici-e-basarci-sulla-media-dei-voti-solo-cosi-lo-salveremo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Maestra di inglese non madrelingua, la mancanza dell&#8217;accento british non è un limite per l&#8217;apprendimento</title>
		<link>https://www.mentedidattica.it/maestra-di-inglese-non-madrelingua-la-mancanza-dellaccento-british-non-e-un-limite-per-lapprendimento/</link>
					<comments>https://www.mentedidattica.it/maestra-di-inglese-non-madrelingua-la-mancanza-dellaccento-british-non-e-un-limite-per-lapprendimento/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Salvietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 11:09:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Formazione docenti]]></category>
		<category><![CDATA[accento]]></category>
		<category><![CDATA[inglese]]></category>
		<category><![CDATA[maestra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mentedidattica.it/?p=764</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per insegnare a bambini a leggere, scrivere e far di conto occorrono competenze specifiche, che ogni maestra che si sia trovata al suo primo incarico, dopo tanti studi fatti sa ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Maestra di inglese non madrelingua, la mancanza dell&#8217;accento british non è un limite per l&#8217;apprendimento" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/maestra-di-inglese-non-madrelingua-la-mancanza-dellaccento-british-non-e-un-limite-per-lapprendimento/#more-764">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">Maestra di inglese non madrelingua, la mancanza dell&#8217;accento british non è un limite per l&#8217;apprendimento</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/maestra-di-inglese-non-madrelingua-la-mancanza-dellaccento-british-non-e-un-limite-per-lapprendimento/">Maestra di inglese non madrelingua, la mancanza dell&#8217;accento british non è un limite per l&#8217;apprendimento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">Per insegnare a bambini a leggere, scrivere e far di conto <strong>occorrono competenze specifiche</strong>, che ogni maestra che si sia trovata al suo primo incarico, dopo tanti studi fatti sa bene quanto siano necessarie.</p>



<p>Ricordo ancora le difficoltà che trovai e gli errori commessi, quando ancora precaria, passai all’insegnamento nella scuola primaria da quella secondaria.</p>



<p>Per insegnare ai bambini sono <a href="https://www.mentedidattica.it/un-insegnante-senza-empatia-e-capacita-comunicativa-non-deve-insegnare/"><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">necessari empatia</span></a> e competenze specifiche: conoscenze in psicologia dello sviluppo, in pedagogia, in didattica e conoscenze delle varie discipline oltre a tutto questo molta pratica. Se poi tra le discipline da insegnare <strong>c’è pure l’inglese</strong>, le cose si fanno ancora più complicate. Perché un conto è conoscere questa lingua, altro saperla pronunciare e altro ancora saperla insegnare.</p>



<p>L’inglese diventa alla primaria la seconda lingua e gli alunni continuano ad essere immersi per la maggior parte della loro vita in un ambiente veicolato dalla loro lingua madre. Ricordiamo che nella prima classe gli alunni si approcceranno con l’inglese solo per un’ora a settimana, due nella seconda e tre nella terza classe.</p>



<p>Perché vi sia l’apprendimento di questa L2, in un tempo così limitato, quello concesso dalla scuola, è necessario che vi sia una mediazione competente tra la lingua 2 e gli alunni, appunto quella della <strong>maestra di inglese</strong>, che sia soprattutto in grado di semplificare e selezionare quei contenuti da apprendere e memorizzare (<em>lessico e struttura linguistica</em>).</p>



<p>Solo questa semplificazione linguistica consente all’alunno l’accesso alla riflessione sulla lingua (<em>metalinguistica</em>) che è la condizione perché vi sia l’apprendimento.</p>



<p>Per cui il docente oltre a conoscere la lingua deve saper selezionare le attività da presentare, scegliere e ridurre all’essenziale sia i vocaboli che le strutture grammaticali da presentare e, se necessario, deve saper ricorrere alla L1 per spiegare il significato di un vocabolo o di una funzione comunicativa e per fare esempi che non sono ancora fruibili in L2.</p>



<p>Aggiungiamo poi che non si tratta soltanto di produrre un ascolto consapevole negli alunni e comprensibile, ma anche di prevederne poi situazioni e condizioni dove sia possibile la riproduzione di quanto appreso che è poi differente nello scritto e nel parlato.</p>



<p>Come maestra di inglese mi sono spesso trovata in imbarazzo nel constatare la<strong> differenza tra la mia pronuncia </strong>e quella che i cd dei testi inglesi in adozione presentano, mi rendo ben conto di non possedere tutti i suoni degli inglesi né le conoscenze approfondite della lingua.</p>



<p>Una differenza di pronuncia che è colta immediatamente dagli alunni e che a volte mi è stata anche fatta notare, ma alla fine so che i miei studi mi hanno dato i mezzi per favorire e mediare l’apprendimento, cosa <a href="https://www.youreduaction.it/maestre-di-inglese-nella-scuola-primaria-dovrebbero-obbligatoriamente-madrelingua/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">che una madrelingua</span></a> non è certo che abbia, e i cd mi danno i mezzi per sopperire ai miei difetti di pronuncia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/maestra-di-inglese-non-madrelingua-la-mancanza-dellaccento-british-non-e-un-limite-per-lapprendimento/">Maestra di inglese non madrelingua, la mancanza dell&#8217;accento british non è un limite per l&#8217;apprendimento</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.mentedidattica.it/maestra-di-inglese-non-madrelingua-la-mancanza-dellaccento-british-non-e-un-limite-per-lapprendimento/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non spiego solo matematica ma li lascio giocare ai miei videogame: imparano e non se ne rendono conto</title>
		<link>https://www.mentedidattica.it/renovatio-quest-non-spiego-solo-matematica-ma-li-lascio-giocare-ai-miei-videogame-imparano-e-non-se-ne-rendono-conto/</link>
					<comments>https://www.mentedidattica.it/renovatio-quest-non-spiego-solo-matematica-ma-li-lascio-giocare-ai-miei-videogame-imparano-e-non-se-ne-rendono-conto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enea Montoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 16:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Materie scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[fisica]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>
		<category><![CDATA[renovatio quest]]></category>
		<category><![CDATA[videogame]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mentedidattica.it/?p=754</guid>

					<description><![CDATA[<p>È possibile insegnare matematica e fisica con i videogiochi? Questa è la domanda a cui ho provato a rispondere con il mio progetto didattico RENOVATIO QUEST. RENOVATIO QUEST è una ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Non spiego solo matematica ma li lascio giocare ai miei videogame: imparano e non se ne rendono conto" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/renovatio-quest-non-spiego-solo-matematica-ma-li-lascio-giocare-ai-miei-videogame-imparano-e-non-se-ne-rendono-conto/#more-754">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">Non spiego solo matematica ma li lascio giocare ai miei videogame: imparano e non se ne rendono conto</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/renovatio-quest-non-spiego-solo-matematica-ma-li-lascio-giocare-ai-miei-videogame-imparano-e-non-se-ne-rendono-conto/">Non spiego solo matematica ma li lascio giocare ai miei videogame: imparano e non se ne rendono conto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">È possibile insegnare matematica e fisica con i videogiochi? Questa è la domanda a cui ho provato a rispondere con il mio progetto didattico <strong>RENOVATIO QUEST</strong>.</p>



<p>RENOVATIO QUEST è una raccolta di serious (video)game appositamente sviluppati per affiancare la didattica tradizionale in modo da alleggerire e rendere più divertente lo studio e l’apprendimento della matematica e della fisica.</p>



<p>La serie di giochi racconta le avventure di <em>Nescio Nomen</em> nel lontano 2500, in un mondo sconvolto dal cambiamento climatico. Durante le sue avventure Nescio dovrà tentare di portare a casa la pelle risolvendo quesiti e problemi calati in un contesto <strong>videoludico narrativo</strong>.</p>



<p>Al momento la serie è composta da tre episodi: il primo scollegato dagli altri (per quanto riguarda la narrazione) e composto da singoli livelli su argomenti ben definiti, gli altri due legati tra loro e con una struttura simile a quella dei giochi di ruolo e di avventura.</p>



<p>Tutti i giochi sono liberamente accessibili e giocabili online via browser all’indirizzo <a href="http://renovatioquest.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">renovatioquest.it</span></a>, senza la necessità di alcuna registrazione. L’idea di introdurre l’elemento del gioco nella didattica<strong> è nata quasi per caso</strong> durante alcune verifiche e compiti per casa, introducendo elementi narrativi e divertenti nei testi degli esercizi e dei problemi. In seguito, motivato dalla buona risposta da parte degli alunni e delle alunne a questa innovazione, ho deciso di sfruttare le mie competenze di programmazione e la mia passione per il gioco in tutte le sue forme per realizzare questi videogiochi che ormai contano diverse centinaia di ore di sviluppo.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="590" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/renovatio-quest-esercizio.jpg" alt="renovatio quest esercizio" class="wp-image-786" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/renovatio-quest-esercizio.jpg 800w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/renovatio-quest-esercizio-300x221.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/renovatio-quest-esercizio-150x111.jpg 150w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/renovatio-quest-esercizio-768x566.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Credit: RENOVATIO QUEST di ENEA MONTOLI</figcaption></figure>



<p>Tutto il progetto era stato pensato e varato in epoca <em>pre-covid</em>, quindi per un utilizzo in aula da parte degli studenti e delle studentesse: con l’arrivo della pandemia tutto è sembrato ancora più naturale e adeguato, in particolare per variare un po’ la didattica a distanza.</p>



<p>Tipicamente utilizzo questi videogiochi come ripasso prima o dopo di una verifica scritta, assegnando poi un voto in relazione al punteggio totalizzato. La <strong>componente ludica</strong> rappresenta una forte spinta motivazionale che spinge gli alunni a &#8220;<em>imparare senza rendersene conto</em>&#8221; e permette loro di vedere due materie ostiche sotto una vesta diversa rispetto a quella a cui sono sempre stati abituati (senza dimenticare, tuttavia, che anche per riuscire nel videogioco è necessario seguire con attenzione le lezioni e passare del tempo di qualità sui libri).</p>



<div class="wp-block-buttons aligncenter is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button"><a class="wp-block-button__link" href="http://renovatioquest.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sCOPRI RENOVATIO QUEST</a></div>
</div>



<p>In generale la risposta degli studenti è stata decisamente positiva: tanti alunni e alunne (ma non tutti, ovviamente) restituiscono i compiti con deciso anticipo rispetto alla data di consegna, addirittura mostrando diverse partite giocate allo stesso livello con l’obiettivo di aumentare il punteggio totalizzato (un punteggio più elevato corrisponde a un numero maggiore di problemi svolti e risolti!).</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" width="959" height="597" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/renovatio-quest-gioco.jpg" alt="renovatio quest gioco" class="wp-image-787" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/renovatio-quest-gioco.jpg 959w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/renovatio-quest-gioco-300x187.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/renovatio-quest-gioco-150x93.jpg 150w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/renovatio-quest-gioco-768x478.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 959px) 100vw, 959px" /><figcaption>Credit: RENOVATIO QUEST di ENEA MONTOLI</figcaption></figure>



<p>Visto il successo con le mie classi (e con le classi di diversi colleghi) la mia speranza è che questo metodo didattico<strong> si diffonda il più possibile</strong> e che, magari, compaia anche qualche fonte di finanziamento.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/renovatio-quest-non-spiego-solo-matematica-ma-li-lascio-giocare-ai-miei-videogame-imparano-e-non-se-ne-rendono-conto/">Non spiego solo matematica ma li lascio giocare ai miei videogame: imparano e non se ne rendono conto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.mentedidattica.it/renovatio-quest-non-spiego-solo-matematica-ma-li-lascio-giocare-ai-miei-videogame-imparano-e-non-se-ne-rendono-conto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Manuale per verifiche autentiche in didattica a distanza</title>
		<link>https://www.mentedidattica.it/manuale-per-verifiche-autentiche-in-didattica-a-distanza/</link>
					<comments>https://www.mentedidattica.it/manuale-per-verifiche-autentiche-in-didattica-a-distanza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Mattiello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2021 15:50:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Didattica a distanza]]></category>
		<category><![CDATA[competenze]]></category>
		<category><![CDATA[copiare]]></category>
		<category><![CDATA[verifica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mentedidattica.it/?p=752</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;arrivo della pandemia ha costretto tutto il corpo docente a dover rivedere il proprio modo di fare scuola, scegliere nuove metodologie e strumenti ma soprattutto porsi la spinosa questione delle ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Manuale per verifiche autentiche in didattica a distanza" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/manuale-per-verifiche-autentiche-in-didattica-a-distanza/#more-752">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">Manuale per verifiche autentiche in didattica a distanza</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/manuale-per-verifiche-autentiche-in-didattica-a-distanza/">Manuale per verifiche autentiche in didattica a distanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-drop-cap">L&#8217;arrivo della pandemia ha costretto tutto il corpo docente a dover rivedere il proprio modo di fare scuola, scegliere nuove metodologie e strumenti ma soprattutto porsi la spinosa<strong> questione delle verifiche.</strong></p>



<p>Alcuni miei colleghi l&#8217;anno scorso si sono rifiutati di fare verifiche a distanza ritenendole inutili a causa della probabilità quasi certa <strong>di una copiatura</strong> o di un risultato collettivo ripetuto individualmente.</p>



<p>Quest&#8217;anno invece la didattica a distanza è stata inserita dal MIUR come modalità ufficiale e con essa, la necessità di preparare delle verifiche che potessero fornire dei voti &#8220;vicini&#8221; a quelli ottenuti in presenza.</p>



<p>Oggi nel mio Istituto le lezioni si svolgono con le classi in presenza al 50% e questo porta molti miei colleghi a dover <strong>preparare due verifiche diverse</strong> per i due gruppi che si presentano in aula a settimane alterne.</p>



<p>Questa scelta ha generato un lavoro doppio per il docente e un prolungamento delle tempistiche per la realizzazione della verifica.</p>



<p><strong>COME AVREMMO POTUTO GESTIRE LA SITUAZIONE IN MODO DIVERSO?</strong></p>



<p>Personalmente ho deciso di utilizzare <em>Classroom </em>per le verifiche scritte in modo da preparare una sola prova e stabilire una sola data per la sua somministrazione. In pratica il gruppo in presenza svolge la verifica in laboratorio mentre l&#8217;altro comodamente da casa senza che io mi debba collegare e controllare lo sviluppo di quanto assegnato.</p>



<p>Molti si chiederanno se con questa modalità la copiatura da casa è assicurata e se tale verifica possa rappresentare una valutazione corretta e idonea all&#8217;esito finale.</p>



<p>La risposta non risiede in quello che lo studente può fare ma in quello che un docente consente di fare.</p>



<p>Ho deciso di sperimentare le competenze come sviluppo delle conoscenze di base in modo da creare delle verifiche individuali e autentiche. Questa scelta mi ha portato ad includere nella realizzazione della verifica la possibilità di consultare liberamente appunti, testi ed eventuali suggerimenti di terzi.</p>



<p>Lo studente è tenuto ad utilizzare quanto conosciuto in aula per <strong>realizzare un prodotto finito</strong> come risultato di una rielaborazione personale di un argomento visto semplicemente da una diversa angolatura.</p>



<p>I risultati sono stati sorprendenti e per la maggior parte dei casi non sufficiente.</p>



<p>Attraverso questa nuova strada mi sono reso conto di come il problema originario posto dai miei colleghi <strong>è stato brillantemente superato</strong> ma, è sorto un un nuovo problema: la capacità di rielaborare in modo critico un concetto e di renderlo personale.</p>



<p>Credo che questo periodo mi abbia offerto delle grandi opportunità di cambiare il modo di <a href="https://www.mentedidattica.it/verifiche-e-interrogazioni-programmate-la-morte-della-didattica/"><strong><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">pensare e creare le verifiche</span></strong></a> e mi abbia permesso di comprendere come le sole conoscenze portino gli studenti ad imparare tutto a memoria e non riescano da sole a generare un pensiero critico e aperto su quanto appreso.</p>



<p>Sono fiducioso che con pazienza e la tenacia riuscirò a cambiare <strong>il modo in cui lo studente vive l&#8217;apprendimento</strong>, nella piena consapevolezza che insieme ai ragazzi dovrò affrontare una fase ricca di errori, fallimenti, critiche, per ottenere infine i risultati sognati.</p>



<p>La strada è lunga ed io ho appena iniziato a percorrerla …</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/manuale-per-verifiche-autentiche-in-didattica-a-distanza/">Manuale per verifiche autentiche in didattica a distanza</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.mentedidattica.it/manuale-per-verifiche-autentiche-in-didattica-a-distanza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli insegnanti hanno perso il ruolo sociale di spicco, sviliti da una stipendio  indegno e una demotivazione palpabile</title>
		<link>https://www.mentedidattica.it/gli-insegnanti-hanno-perso-il-ruolo-sociale-di-spicco-sviliti-da-una-stipendio-indegno-e-una-demotivazione-palpabile/</link>
					<comments>https://www.mentedidattica.it/gli-insegnanti-hanno-perso-il-ruolo-sociale-di-spicco-sviliti-da-una-stipendio-indegno-e-una-demotivazione-palpabile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo J Andreano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2021 11:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[franco di mare]]></category>
		<category><![CDATA[insegnante]]></category>
		<category><![CDATA[stipendio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mentedidattica.it/?p=733</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono passati tre anni dall’intervento del giornalista e conduttore televisivo Franco Di Mare su Uno Mattina. Di Mare lamentava un salario troppo basso per i docenti italiani, a fronte di ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Gli insegnanti hanno perso il ruolo sociale di spicco, sviliti da una stipendio  indegno e una demotivazione palpabile" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/gli-insegnanti-hanno-perso-il-ruolo-sociale-di-spicco-sviliti-da-una-stipendio-indegno-e-una-demotivazione-palpabile/#more-733">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">Gli insegnanti hanno perso il ruolo sociale di spicco, sviliti da una stipendio  indegno e una demotivazione palpabile</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/gli-insegnanti-hanno-perso-il-ruolo-sociale-di-spicco-sviliti-da-una-stipendio-indegno-e-una-demotivazione-palpabile/">Gli insegnanti hanno perso il ruolo sociale di spicco, sviliti da una stipendio  indegno e una demotivazione palpabile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align:center"><iframe loading="lazy" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=476&#038;href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fyeaction%2Fvideos%2F1264088413735152%2F&#038;show_text=false&#038;width=476" width="476" height="476" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen="true" allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; picture-in-picture; web-share" allowFullScreen="true"></iframe></p>



<p>Sono passati tre anni dall’intervento del giornalista e conduttore televisivo <strong>Franco Di Mare</strong> su Uno Mattina. Di Mare lamentava un <strong>salario troppo basso per i docenti italiani</strong>, a fronte di un lavoro faticoso e che richiede ore di aggiornamento e straordinarie doti umane. Sono trascorsi 3 anni, eppure non è cambiato nulla: in un rapporto OCSE del 2020 è addirittura emerso che un insegnante italiano guadagna la metà di uno tedesco.</p>



<p>Di Mare chiedeva maggiore <strong>sostegno alla classe lavoratrice degli insegnanti</strong>: la scuola è infatti&nbsp;<em>presidio formidabile di civiltà</em>, <em>un baluardo di progresso per strappare ragazzi difficili al richiamo della strada</em>.</p>



<p>Gli insegnanti sono così demotivati e non premiati per gli sforzi compiuti, generando in questo modo disinteresse nei loro alunni. Un<strong> incremento degli stipendi </strong>di maestri, professori e docenti, invece, sarebbe un ottimo investimento per formare la classe dirigente del futuro e offrire all’Italia la possibilità di risplendere economicamente.</p>



<p><strong>STIPENDI ITALIANI TRA I PIÙ BASSI IN EUROPA</strong></p>



<p>Invece,<strong> il quadro offerto dalla scuola italiana </strong>è completamente diverso: aggressioni di genitori e alunni contro gli insegnanti, disinteresse nello studio, episodi di vandalismo negli istituti indicano una situazione scolastica che dovrebbe essere sottoposta a un intervento profondo, a partire dalla tutela della classe degli insegnanti. L’insegnante ha perso il suo ruolo sociale di spicco, svilito da una remunerazione insufficiente e dalla mancanza di controllo di genitori e alunni.</p>



<p>Dopotutto, come ha fatto notare Di Mare tre anni fa, <strong>scuola e famiglia</strong> sono i presidi educativi nella vita dei giovani. Essi devono cooperare per favorire la crescita dell’alunno e prepararlo alla vita fuori dalle pareti scolastiche.</p>



<figure class="wp-block-pullquote"><blockquote><p>Le scuole, specie in certi quartieri, sono un baluardo di progresso, e lì ci troverete insegnanti straordinari pronti a farsi in quattro anche fuori dal normale orario di lavoro per strappare ragazzi difficili al richiamo della strada</p><cite>FRANCO DI MARE</cite></blockquote></figure>



<p><strong>L’istruzione apre la mente, rende le persone più consapevoli e cittadini migliori.</strong> Studiare significa essere liberi, avere una propria visione e fare in modo che il mondo sia libero da intolleranza, violenza e conflitti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/gli-insegnanti-hanno-perso-il-ruolo-sociale-di-spicco-sviliti-da-una-stipendio-indegno-e-una-demotivazione-palpabile/">Gli insegnanti hanno perso il ruolo sociale di spicco, sviliti da una stipendio  indegno e una demotivazione palpabile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.mentedidattica.it/gli-insegnanti-hanno-perso-il-ruolo-sociale-di-spicco-sviliti-da-una-stipendio-indegno-e-una-demotivazione-palpabile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Elogio all&#8217;insegnante di sostegno, figura fondamentale troppo spesso considerata di Serie B</title>
		<link>https://www.mentedidattica.it/elogio-allinsegnante-di-sostegno-figura-fondamentale-troppo-spesso-non-gratificata/</link>
					<comments>https://www.mentedidattica.it/elogio-allinsegnante-di-sostegno-figura-fondamentale-troppo-spesso-non-gratificata/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Aldo J Andreano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2021 15:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[enrico galiano]]></category>
		<category><![CDATA[sostegno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.mentedidattica.it/?p=727</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli ultimi tagli all&#8217;istruzione hanno colpito in particolare una categoria fra tutte le altre: quella dell&#8217;insegnante di sostegno. Una colpo basso da parte dell’istruzione italiana, che invece dovrebbe lodare chi ... </p>
<p class="read-more-container"><a title="Elogio all&#8217;insegnante di sostegno, figura fondamentale troppo spesso considerata di Serie B" class="read-more button" href="https://www.mentedidattica.it/elogio-allinsegnante-di-sostegno-figura-fondamentale-troppo-spesso-non-gratificata/#more-727">Leggi tutto<span class="screen-reader-text">Elogio all&#8217;insegnante di sostegno, figura fondamentale troppo spesso considerata di Serie B</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/elogio-allinsegnante-di-sostegno-figura-fondamentale-troppo-spesso-non-gratificata/">Elogio all&#8217;insegnante di sostegno, figura fondamentale troppo spesso considerata di Serie B</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Gli ultimi tagli all&#8217;istruzione hanno colpito in particolare una categoria fra tutte le altre: quella dell&#8217;<strong>insegnante di sostegno</strong>. Una colpo basso da parte dell’istruzione italiana, che invece dovrebbe lodare chi con umiltà svolge il lavoro più importante e delicato all’interno della scuola.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="625" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/tagli-al-sostegno-1024x625.jpg" alt="tagli insegnante di sostegno" class="wp-image-739" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/tagli-al-sostegno-1024x625.jpg 1024w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/tagli-al-sostegno-300x183.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/tagli-al-sostegno-150x92.jpg 150w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/tagli-al-sostegno-768x468.jpg 768w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/tagli-al-sostegno.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>articolo di giornale di inizio 2019</figcaption></figure>



<p><strong>L&#8217;UMILTÀ LI CONTRADDISTINGUE</strong></p>



<p>Tutti gli insegnanti sono unici nel proprio genere, ognuno con le proprie caratteristiche, pregi e difetti. Ma se c’è una cosa che accomuna tutti gli insegnanti di sostegno è l’umiltà. Riprendendo le <strong>parole di Enrico Galiano</strong>, scrittore e professore molto noto, soprattutto dai ragazzi, sui social, l&#8217;insegnante di sostegno ha “<em>qualcosa che a volte gli altri insegnanti dimenticano a casa: l’umiltà di non porsi dall’alto di una cattedra</em>”.</p>



<p>Cosa vuole dire Galiano<a href="https://www.illibraio.it/news/storie/insegnante-di-sostegno-1105980/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">con questa frase</span></a>? Vuole ricordare una cosa che spesso gli insegnanti tendono a sottovalutare o dimenticare negli anni. Il mestiere dell’insegnante non consiste solo nell’insegnare, ma nell’imparare facendolo. <a href="https://www.mentedidattica.it/un-insegnante-senza-empatia-e-capacita-comunicativa-non-deve-insegnare/"><span class="has-inline-color has-vivid-cyan-blue-color">Imparare dagli studenti</span></a>, dagli alunni che si conoscono ogni anno e che si portano sempre con sé un bagaglio di informazioni e lezioni importantissime.</p>



<p><strong>NON GUARDANO GLI STUDENTI DALL&#8217;ALTRO DELLA CATTEDRA</strong></p>



<p>Il fatto che gli insegnanti di sostegno si siedano accanto agli studenti e non in una posizione di “dominio”, la dice lunga sul loro rapporto con i ragazzi. Quelli bravi riescono a mantenere una relazione che possa mantenere il giusto equilibrio tra confidenza e rispetto.</p>



<p>Gli studenti vedono i propri insegnanti di sostegno non solo come professori, ma come veri e propri compagni di avventura. Si avvicinano a loro quasi come fossero amici, pur portando nei loro confronti il rispetto e l’ammirazione che meritano.</p>



<figure class="wp-block-image alignwide size-large is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="600" src="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/enrico-galiano.jpg" alt="enrico galiano" class="wp-image-740" srcset="https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/enrico-galiano.jpg 600w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/enrico-galiano-300x300.jpg 300w, https://www.mentedidattica.it/wp-content/uploads/2021/03/enrico-galiano-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><figcaption>in foto: Enrico Galiano</figcaption></figure>



<p>Per tutte queste ragioni, non dovremmo mai dimenticare l’<strong>importanza della figura</strong> dell’insegnante di sostegno. Un mestiere che, purtroppo, molto spesso non riceve la giusta attenzione. In questa occasione, neanche dallo Stato italiano, e questo è un vero peccato. Infatti, secondo Galiano, è importante guardare l&#8217;insegnante di sostegno <strong>con molta gratitudine, ogni giorno. </strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it/elogio-allinsegnante-di-sostegno-figura-fondamentale-troppo-spesso-non-gratificata/">Elogio all&#8217;insegnante di sostegno, figura fondamentale troppo spesso considerata di Serie B</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.mentedidattica.it">MenteDidattica</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.mentedidattica.it/elogio-allinsegnante-di-sostegno-figura-fondamentale-troppo-spesso-non-gratificata/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
