Diventa autore

MenteDidattica è la rivista per gli insegnanti, scritta dagli insegnanti. Un punto di riferimento per discutere, conoscere e condividere le migliori pratiche didattiche e scolastiche

MI PIACEREBBE!
Benessere a scuola

Pandemia: la scuola dei bambini

Solidarietà, collaborazione, sostegno. Assistiamo alla straordinaria mobilitazione di tutte le risorse, umane, digitali e tecnologiche per garantire il diritto all’istruzione.

La scuola si fa, più che mai, comunità, in cui il ruolo di ciascuno diventa vitale e vitale diventa l’alleanza con le famiglie, nel tentativo di raggiungere tutti e di sostenere i più fragili.

Gli insegnanti si confrontano con il nuovo, sfidano le proprie competenze didattiche, imparano a fare scuola nella tecnologia e con la tecnologia, sforzandosi di continuare a sentirsi educatori anche dietro lo schermo di un monitor.

Ma è vera scuola?

La qualità dell’incontro interpersonale è l’elemento più significativo nel determinare l’efficacia della comunicazione

Carl Rogers

La pandemia, con la sua scuola digitale, invita a riflettere su un tema cruciale, da tempo oggetto di dibattito in ambito pedagogico: educare o istruire? Dov’è la scuola che guarda alla “persona” nella sua unicità e che educhi ad essere, pensare, sentire ed agire?

Mai prima d’ora, gli insegnanti sembrano recuperare il loro ruolo di “professionisti riflessivi”, cercando strade nuove per motivare e guidare i bambini ad essere costruttori attivi dei loro processi di apprendimento. Eppure, quanto del prezioso tempo calendarizzato è riservato a rielaborare vissuti, esprimere sentimenti, dare un nome alle emozioni dei bambini? In quale tempo si può favorire l’ascolto autentico, il dialogo con i bambini e fra i bambini?

L’insegnamento-apprendimento non esiste al di fuori della relazione interpersonale

Luigina Mortari

Le ore in cui i bambini siedono davanti al monitor a svolgere compiti sono quelle che soddisfano la logica del programma da rispettare, delle valutazioni e dei giudizi da compilare.

È una scuola che non c’è. È una scuola che vuole recuperare tempo. Il tempo tolto al leggere, scrivere e fare di conto che poco si cura degli stati d’animo, del ritmo troppo serrato, del senso di solitudine, degli affetti monchi. Che sia ora di restituire valore al tempo?

Condividi questo articolo

Mostra Commenti

  • Il tempo è un bene prezioso, ottima riflessione. Spunto operativo per una "revisione del fare scuola". Complimenti

ALTRI ARTICOLI DI MenteDidattica

Il problema non è la benda negli occhi, ma le interrogazioni

Sono una docente e leggere alcuni articoli ,alle volte, mi fanno riflettere. Mi chiedo spesso se ho sbagliato con loro,… Leggi di più

Le regole del buon ritorno a scuola

Abbiamo aspettato per tanti mesi questo momento, ma sembra impossibile ritenersi completamente preparati. Stiamo parlando del ritorno a scuola e… Leggi di più

Il valore del team working a scuola, la collaborazione tra docenti che funziona

Un buon lavoro di gruppo può decretare il successo del buon esito degli apprendimenti in una scuola, ma allo stesso… Leggi di più

La scuola dei vincitori

Nelson Mandela diceva che un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso. Ed allora: la scuola che… Leggi di più

Esame di maturità, abbandonare i crediti scolastici e basarci sulla media dei voti: solo così lo salveremo

Il neo Ministro Bianchi ha voluto ritoccare l’Esame di Stato trasformando l’ex seconda prova scritta in una relazione interdisciplinare che… Leggi di più

Maestra di inglese non madrelingua, la mancanza dell’accento british non è un limite per l’apprendimento

Per insegnare a bambini a leggere, scrivere e far di conto occorrono competenze specifiche, che ogni maestra che si sia… Leggi di più